Recensione “Lo strano viaggio di un oggetto smarrito” di S. Basile

Titolo: Lo strano viaggio di un oggetto smarrito

Autore: Salvatore Basile

Editore: Garzanti

Pagine: 302

Prezzo: € 12,00

Data di pubblicazione:  18 Maggio 2017 (Ristampa)

strano viaggio di un oggetto smarrito

Brevi cenni alla trama

È la storia di un ragazzo che ha dimenticato cosa significa essere amati.

È la storia di una ragazza che ha fatto un patto con la felicità, nonostante il dolore.

È la storia di due anime che riescono a colorarsi a vicenda per affrontare la vita senza arrendersi mai.

Recap e Recensione

Il protagonista del romanzo è Michele, un giovane capostazione (come lo era stato il padre anni prima) nato e cresciuto alla stazione di Miniera di Mare, sua casa e unica fortezza, dalla quale non è mai uscito. Un giovane dall’animo gentile, taciturno e tanto fragile, ancorato alla sua quotidianità sempre uguale, scandita inesorabilmente dagli stessi gesti, quasi come se fossero parte di un rituale vero e proprio.

Tale monotonia nei gesti e nell’assenza di emozioni in Michele sono dovuti ad un motivo ben preciso: la partenza inaspettata della madre vent’anni prima, la quale non è mai ritornata, lasciando il Michele bambino da solo col padre alcolizzato e disilluso dalla vita. L’ultimo ricordo che Michele ha della madre è quello legato al suo diario segreto con la copertina rossa: il giorno della partenza la madre glielo chiese in prestito promettendo di restituirglielo, salì sul treno dicendogli che sarebbe tornata ma sparì insieme ad esso da allora.

Da quel momento l’unica compagnia che Michele preferisce è quella di tutti gli oggetti smarriti che ogni giorno trova sul treno, oggetti che nessuno reclama, che sistema diligentemente in una stanza di casa sua, quasi come amici silenziosi che ogni mattina lo salutano e la sera gli danno la buonanotte. Amici fedeli che non se ne vanno da nessuna parte né lo abbandonano, perché a suo dire mantengono la promessa di restare. Per sempre.

Un giorno come tanti, però, succede l’impensabile: incastrato tra quei sedili che ogni giorno ispeziona diligentemente trova un piccolo oggetto rosso: il suo diario. Sente dal profondo che è stata la madre a lasciarglielo ed il cuore gli batte forte come non faceva da tanto tempo. Non abituato a questo tripudio di emozioni contrastanti rimane pietrificato e non sa come reagire, cosa pensare, combattuto in un’estenuante lotta contro se stesso, ragione contro cuore. A dargli l’input decisivo è Elena, una ragazza stravagante ed espansiva che lo spinge ad intraprendere un viaggio alla ricerca di risposte, della madre perduta e soprattutto alla ricerca di se stesso e della vita che secondo lei dovrebbe iniziare a vivere davvero.

In ognuno di noi lettori esiste un Michele pauroso e ancorato al passato e che tende a non fidarsi di nessuno perché la vita ci mette sempre alla prova, continuamente, e a volte ci fa cadere. A volte ci fa inciampare nel dolore della delusione e dell’illusione.

In questo romanzo onirico e sensazionale, Basile tocca le corde più delicate del cuore e ci accompagna per mano attraverso le pagine, ci fa entrare nella triste e cinica realtà di Michele, dentro al suo animo tormentato, facendoci provare ciò che prova lui: il terrore e il suono di un cuore spezzato una sola volta ma sufficiente per sentirne ancora l’eco dopo anni e anni.

Un libro colmo di dolore ma anche di Amore genuino, due concetti opposti ma più vicini di quanto si possa immaginare perché l’uno sfocia nell’altro e viceversa.

Immensa tenerezza e amore. Due semplici parole (che in sé contengono un grande significato) diventano i capisaldi portanti di questo meraviglioso libro di Salvatore Basile, sceneggiatore e ora anche scrittore acclamato sia in Italia che all’estero.

 

 

Spero che la recensione vi sia piaciuta e che vi abbia incuriosito!

Alla prossima segnalazione del mese! Buona lettura.

Giada Licata

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