Grammichele ritrova il suo antico chiostro: inaugurato lo spazio recuperato all’interno della Biblioteca comunale

Una serata di festa e partecipazione ha sancito la restituzione alla città di Grammichele di un luogo dal forte valore simbolico e identitario: lo spazio all’aperto annesso alla Biblioteca comunale, un tempo chiostro del convento dei Frati Cappuccini. Dopo anni di oblio e trasformazioni, l’area è stata restituita alla collettività grazie a un articolato progetto di recupero che ne ha riportato alla luce l’originaria funzione di corte pubblica, trasformandola in un salotto urbano a cielo aperto.

La storia di questo luogo affonda le radici nei primi anni dell’Ottocento, quando accanto alla chiesa del Calvario sorse il convento dei Cappuccini. Negli anni successivi, la struttura ha conosciuto diverse destinazioni d’uso: caserma dei Carabinieri dal 1868, sede della Scuola regionale d’arte fino agli anni Sessanta, quindi Biblioteca comunale dagli anni Ottanta. Negli anni Novanta l’antico chiostro fu coperto da una tensostruttura in acciaio, la cosiddetta “struttura geodetica”, adibita a sala convegni, che però, nel tempo, finì per soffocare il respiro storico e architettonico del luogo diventando un enorme magazzino per documenti.

L’intervento di riqualificazione, articolato in due fasi, ha puntato a restituire identità e decoro all’area. In un primo momento si è proceduto con la rimozione della struttura geodetica, il ripristino dei servizi e il restauro del muro perimetrale che, oggi, con la sua tessitura muraria originaria, abbraccia nuovamente la corte. Successivamente si è passati alla posa di una nuova pavimentazione in cotto siciliano, alla sistemazione dell’impianto di illuminazione e al restauro degli intonaci e dei serramenti esterni. Particolare attenzione è stata rivolta all’accessibilità, con il recupero e l’adeguamento della rampa esterna, affinché lo spazio possa essere davvero inclusivo e aperto a tutti. Le scelte progettuali hanno ricercato un equilibrio tra rispetto della storicità e innovazione: materiali e tecniche locali sono stati privilegiati per sottolineare il legame con la tradizione, mentre la nuova configurazione mira a favorire socialità, cultura e aggregazione. Non solo, dunque, un recupero architettonico, ma anche una rigenerazione sociale e culturale del tessuto urbano.

La realizzazione è stata resa possibile da due distinti finanziamenti: uno concesso dalla Regione Siciliana ai comuni di Grammichele (capofila), Licodia Eubea e Mazzarrone; l’altro dal GAL Kalat, che ha coinvolto anche i comuni di Mineo, Ramacca e Palagonia.

All’inaugurazione erano presenti numerose autorità e cittadini. Hanno preso parte il sindaco di Grammichele Pippo Greco, gli assessori Ledda, Cubisino e Campanello, il parlamentare regionale Giuseppe Lombardo, il presidente del GAL Kalat Michele Germanà, oltre ai progettisti, agli uffici comunali coinvolti e alle maestranze locali che hanno materialmente lavorato al restauro. La cerimonia si è aperta con la benedizione del sacerdote don Massimiliano D’Auria, a suggellare il nuovo corso di uno spazio che torna ad essere luogo di incontro, espressione e comunità.

Con questa inaugurazione Grammichele non solo recupera un pezzo del proprio patrimonio storico-architettonico, ma si riappropria di un ambiente destinato a divenire punto di riferimento culturale e ricreativo, capace di coniugare memoria e futuro sotto il segno della condivisione.

di Santo Saimbene

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