Una serata di festa e partecipazione ha sancito la restituzione alla città di Grammichele di un luogo dal forte valore simbolico e identitario: lo spazio all’aperto annesso alla Biblioteca comunale, un tempo chiostro del convento dei Frati Cappuccini. Dopo anni di oblio e trasformazioni, l’area è stata restituita alla collettività grazie a un articolato progetto di recupero che ne ha riportato alla luce l’originaria funzione di corte pubblica, trasformandola in un salotto urbano a cielo aperto.
L’intervento di riqualificazione, articolato in due fasi, ha puntato a restituire identità e decoro all’area. In un primo momento si è proceduto con la rimozione della struttura geodetica, il ripristino dei servizi e il restauro del muro perimetrale che, oggi, con la sua tessitura muraria originaria, abbraccia nuovamente la corte. Successivamente si è passati alla posa di una nuova pavimentazione in cotto siciliano, alla sistemazione dell’impianto di illuminazione e al restauro degli intonaci e dei serramenti esterni. Particolare attenzione è stata rivolta all’accessibilità, con il recupero e l’adeguamento della rampa esterna, affinché lo spazio possa essere davvero inclusivo e aperto a tutti. Le scelte progettuali hanno ricercato un equilibrio tra rispetto della storicità e innovazione: materiali e tecniche locali sono stati privilegiati per sottolineare il legame con la tradizione, mentre la nuova configurazione mira a favorire socialità, cultura e aggregazione. Non solo, dunque, un recupero architettonico, ma anche una rigenerazione sociale e culturale del tessuto urbano.
La realizzazione è stata resa possibile da due distinti finanziamenti: uno concesso dalla Regione Siciliana ai comuni di Grammichele (capofila), Licodia Eubea e Mazzarrone; l’altro dal GAL Kalat, che ha coinvolto anche i comuni di Mineo, Ramacca e Palagonia.
All’inaugurazione erano presenti numerose autorità e cittadini. Hanno preso parte il sindaco di Grammichele Pippo Greco, gli assessori Ledda, Cubisino e Campanello, il parlamentare regionale Giuseppe Lombardo, il presidente del GAL Kalat Michele Germanà, oltre ai progettisti, agli uffici comunali coinvolti e alle maestranze locali che hanno materialmente lavorato al restauro. La cerimonia si è aperta con la benedizione del sacerdote don Massimiliano D’Auria, a suggellare il nuovo corso di uno spazio che torna ad essere luogo di incontro, espressione e comunità.
Con questa inaugurazione Grammichele non solo recupera un pezzo del proprio patrimonio storico-architettonico, ma si riappropria di un ambiente destinato a divenire punto di riferimento culturale e ricreativo, capace di coniugare memoria e futuro sotto il segno della condivisione.
di Santo Saimbene





























