L’11 gennaio 2026 riaprirà il Parco archeologico di Occhiolà, nel 333° anniversario del terremoto del Val di Noto

Domenica 11 gennaio 2026 Grammichele celebrerà il 333° anniversario del terremoto dell’11 gennaio 1693, che distrusse l’antico abitato di Occhiolà, determinando la successiva nascita della città esagonale. La ricorrenza sarà accompagnata da un momento particolarmente significativo: la riapertura del Parco Archeologico di Occhiolà, al termine di un articolato intervento di riqualificazione dell’area.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione del sito archeologico, luogo centrale nella memoria storica della comunità grammichelese e simbolo delle conseguenze del sisma che colpì la Sicilia sud-orientale alla fine del Seicento.

La cerimonia del mattino a Occhiolà

Il programma prenderà il via alle ore 10:30, presso l’area archeologica di Occhiolà, con la cerimonia commemorativa in memoria delle vittime del terremoto. È prevista la deposizione di una corona d’alloro in ricordo degli abitanti dell’antico borgo distrutto dal sisma.

Nel corso della mattinata sarà ufficialmente riaperto il Parco Archeologico di Occhiolà insieme al Museo della civiltà contadina, nuovo spazio espositivo dedicato alla conservazione e alla valorizzazione di elementi legati alla vita agricola e sociale dell’antico centro abitato.

Alla cerimonia prenderanno parte le autorità civili, religiose e militari.

Gli interventi di riqualificazione del Parco

Nel messaggio che accompagna l’annuncio dell’evento, l’assessore al Parco archeologico Pietro Palermo ha dichiarato:

«In occasione del 333º anniversario del Terremoto dell’11 gennaio 1693 sarà riaperto il Parco Archeologico di Occhiolà al termine dei lavori che hanno riqualificato l’area anche attraverso la realizzazione di un piccolo Museo della civiltà contadina che conserva ed espone alcuni tratti storici caratteristici del nostro antico borgo distrutto dal famoso sisma».

Palermo ha inoltre specificato che:

«Gli interventi sono stati molteplici: ripristino dei servizi igienici, installazione di un secondo cancello con insegna, impianto di videosorveglianza, impianto di illuminazione notturna, palizzata in legno, ripristino dei pannelli illustrativi, creazione del logo, nuovo sito web e relativi testi e immagini, monitoraggio antincendio con la collaborazione della Forestale e ripulitura dell’area».

Secondo quanto indicato dall’assessore,

«il Parco sarà dotato di due addetti per il relativo ufficio preposto alla gestione dei visitatori».

Nel suo intervento Palermo ha infine aggiunto:

«Nel ringraziare tutti coloro che hanno collaborato alla riqualificazione del Parco, mi auguro che le nuove infrastrutture possano contribuire a valorizzare e diffondere la conoscenza di un luogo come Occhiolà che, per la sua collocazione e stratificazione culturale, rappresenta una tappa fondamentale delle nostre radici e della storia della Sicilia».

I momenti commemorativi a Grammichele

Nel pomeriggio le commemorazioni proseguiranno in città. Alle ore 14:00 si terrà “A vintun’ura”, il tradizionale suono a morto delle campane della Matrice Chiesa di Grammichele, rito che rievoca il lutto collettivo e mantiene viva la memoria dell’evento sismico.

Alle ore 17:00, presso Palazzo Fragapane, è in programma l’incontro culturale Le ultime ore di Occhiolà, a cura del professore Giuseppe Palermo, autore di Grammichele, città perfetta, La terra di Occhiolà e Carlo Maria Carafa – Genealogia, Geografia e Opere. L’intervento sarà dedicato alla ricostruzione storica delle fasi che precedettero la distruzione dell’antico abitato, attraverso un’analisi delle fonti e delle dinamiche del sisma.

Occhiolà tra memoria e valorizzazione

Il sito di Occhiolà rappresenta uno dei luoghi più significativi per comprendere le origini di Grammichele e il contesto storico in cui maturò la fondazione della città. La riapertura del Parco, in coincidenza con il 333° anniversario del terremoto, intende rafforzare il legame tra memoria storica, tutela del patrimonio e conoscenza del territorio.

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