Speciale storia e rinascita: la magnitudo più alta della storia! 11 gennaio: così un principe geniale disegnò la nostra Grammichele

Quello che segue non è un semplice esercizio scolastico, ma il risultato di un percorso di lavoro e riflessione svolto dagli alunni della classe 4^F del plesso Piano Immacolata all’interno del progetto Scrivere la scuola. L’attività è stata svolta con il supporto delle docenti Ilenia Messina e Clara Fragapane. Partendo dalla ricorrenza dell’11 gennaio, i bambini si sono confrontati con una pagina centrale della storia di Grammichele: il terremoto del 1693, la distruzione di Occhiolà e la successiva rifondazione della città.

Guidati da domande essenziali e da un primo approccio al linguaggio giornalistico, gli alunni hanno raccolto informazioni, rielaborato dati storici e provato a restituire i fatti con parole proprie. Il lavoro è stato accompagnato da disegni e da un video realizzato dagli stessi studenti, che raccontano a voce quanto appreso, dando forma a un racconto corale.

L’articolo che pubblichiamo mantiene volutamente il punto di vista dei bambini, con il loro linguaggio, il loro entusiasmo e il loro modo di interpretare la storia. Un contributo che unisce memoria, didattica e partecipazione, e che restituisce uno sguardo giovane su un evento che ha segnato in modo profondo l’identità della città.

SPECIALE STORIA E RINASCITA: LA MAGNITUDO PIÙ ALTA DELLA STORIA! 11 GENNAIO: COSÌ UN PRINCIPE GENIALE DISEGNÒ LA NOSTRA GRAMMICHELE

Oggi è l’anniversario del tremendo terremoto dell’11 gennaio 1693. In questa giornata di memoria, noi, gli alunni della classe 4 F del plesso Piano Immacolata, vogliamo celebrare il coraggio dei sopravvissuti e il sogno di rinascita del Principe Carlo Maria Carafa. Ecco la nostra vera storia, con i numeri che spiegano la gravità del disastro e il trionfo dell’audacia!

Occhiolà: la quiete interrotta e la fede

Tanto tempo fa, in Sicilia, sorgeva un borgo medievale chiamato Occhiolà. Si trovava su tre colline nella Val di Noto. Il suo signore e governatore era il saggio Principe Carlo Maria Carafa. La vita degli abitanti trascorreva tranquilla tra i campi, ma quella quiete fu improvvisamente interrotta.

I problemi iniziarono la sera del 9 gennaio 1693: tutta la popolazione di Occhiolà venne svegliata alle ore 22.00 da una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.2. Il giorno dopo la giornata passò quasi interamente in preghiera. La popolazione si radunò in cerca di conforto nelle chiesette, in particolare in quella di San Leonardo, per chiedere aiuto e scongiurare una nuova scossa.

Magnitudo 7.4: la grande catastrofe

Ma il peggio doveva ancora arrivare. Alle ore 14.00 dell’11 gennaio, si scatenò il terremoto più catastrofico: una scossa che raggiunse la magnitudo 7.4, la più alta mai registrata nella storia d’Italia! Causò circa 60.000 morti in tutta la Sicilia orientale. La tragedia fu totale, specialmente a Occhiolà; qui, più della metà degli abitanti, circa 1500 persone, morirono. I sopravvissuti scapparono nelle campagne circostanti e nei boschi vicino Caltagirone per trovare rifugio.

Uno spirito empatico e altruista

Il Principe Carlo Maria Carafa, appena seppe del disastro, intervenne tempestivamente! Mandò i suoi uomini di fiducia per vedere come stava quella povera gente. Inviò subito vettovaglie, cioè cibo, coperte e altri aiuti. Lo fece per salvare la sua gente, che nei boschi soffriva il freddo e la fame e rischiava di morire!

Il progetto esagonale: protezione e sicurezza

Dopo quel terribile disastro, il Principe Carlo Maria Carafa non si arrese! Decise di fare una cosa fantastica e unica: invece di ricostruire il nuovo centro abitato sul vecchio borgo crollato, scelse un terreno tutto nuovo e forte. Il luogo si chiamava Gramicieli, era il suo feudo.

Il Principe Carlo Maria Carafa aveva un grande sogno: costruire una città davvero sicura! Per realizzare questo progetto ambizioso, chiese aiuto a un esperto, Fra Michele Da Ferla. Insieme, disegnarono la nuova città a pianta esagonale, e fecero un progetto intelligentissimo per difendersi dai terremoti. Al centro della città, dalla piazza esagonale, partivano sei grandi vie che conducevano direttamente alle sei piazze ai bordi della città. Questo avrebbe permesso alle persone di scappare velocemente in caso di terremoto.

 

Nasce Grammichele

Il grande lavoro per costruire il nuovo paese iniziò il 18 aprile 1693. Fu proprio il Principe Carlo Maria Carafa a posare la prima pietra! Purtroppo, morì solo due anni dopo, a soli 44 anni, e non poté vedere la sua grande opera realizzata. Dopo la morte del Principe, il paese venne completato e prese il nome di Grammichele. Questo nome è un omaggio a San Michele Arcangelo, invocato dal Principe Carlo Maria Carafa per chiedere di proteggere la nuova città dai futuri terremoti. Grammichele, con il suo piano urbanistico esagonale unico, divenne un modello di architettura davvero intelligente e sicura, e un simbolo di speranza.

Il nostro futuro

Ricordando il coraggio dei nostri antenati, abbiamo imparato una lezione importante: il futuro si costruisce con intelligenza e speranza. Adesso tocca a noi, futuri cittadini, rendere la nostra Grammichele ancora più forte e sicura!

Articolo a cura degli alunni della Classe 4 F Plesso Piano Immacolata – Istituto Comprensivo G. Galilei – G. Mazzini di Grammichele.

L’attività è stata svolta con il supporto delle docenti Ilenia Messina e Clara Fragapane.

 

Arshad Muhammad Hash

Astuto Ginevra

Di Silvestro Joy Grazia

Gulino Giorgia

Hajri Sajed

Ilie Diana Nicoleta

Iudica Damiano

Koco Roksana

Myrteli Julian

Novello Carla

Palumbo Carla

Purità Giacomo

Reddavid Ginevra Maria

Sbrizzi Andrea

Scacciante Lorenzo

Scacciante Salvatore Adam

Scacciante Sara

Selimaj Aleandro

Ticli Corinne

Vasile Ingrid Elena

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