Riceviamo e pubblichiamo un invito arrivato alla nostra Redazione direttamente da una nuova realtà di Licodia Eubea: Lycoworking.
C’è un momento preciso in cui il lavoro smette di essere solo un luogo virtuale e torna ad avere un indirizzo, un volto, una comunità. Per noi quel momento coincide con l’ingresso in Lycoworking, uno spazio per professionisti che lavorano da remoto con sede a Licodia Eubea, nato grazie all’ospitalità di Don Fabio Randello nel bellissimo e ristrutturato Oratorio di Santa Lucia.
Non si tratta solo di coworking. È, piuttosto, l’esperienza di abitare uno spazio: farlo vivere ogni giorno, intrecciando competenze, storie personali e visioni condivise. In un tempo in cui il lavoro è sempre più smaterializzato, Lycoworking restituisce valore alla presenza, senza rinunciare alla libertà del lavoro da remoto.
Una comunità che nasce dalla “tornanza”
L’associazione è stata ufficialmente istituita a marzo 2025. A meno di un anno dalla fondazione, i traguardi raggiunti sono già numerosi. Lycoworking è abitato da una comunità eterogenea: ingegneri, informatici, sviluppatori, un avvocato, un imprenditore dell’e-commerce. Alcuni di noi sono rientrati al Sud dopo anni di esperienza all’estero o nel Nord Italia; altri hanno scelto consapevolmente di restare.
È qui che prende forma il fenomeno della tornanza: non un semplice ritorno fisico, ma un rientro carico di competenze, reti professionali e desiderio di restituzione. L’obiettivo comune è chiaro: riportare valore nella propria terra, dimostrando che anche i piccoli centri possono essere luoghi di innovazione, lavoro qualificato e futuro. In questo quadro si inserisce anche l’azione pubblica: la Regione Siciliana, spinta anche dal movimento South Working, a cui aderiamo, ha stanziato 54 milioni di euro in tre anni per sostenere il rientro dei siciliani attraverso il lavoro da remoto, riconoscendone il valore strategico per contrastare lo spopolamento e rilanciare le aree interne.
Lavorare bene, insieme
A Lycoworking si lavora da remoto in un ambiente accogliente, con postazioni professionali e una connessione internet superveloce, resa possibile anche grazie a un provider locale. Lo spazio non è pensato solo per chi vive stabilmente sul territorio, ma anche per chi rientra temporaneamente — ad esempio durante le festività — e cerca un luogo dove continuare a lavorare senza compromessi.
Accanto al lavoro quotidiano, lo spazio si è aperto alla comunità con attività educative e sociali: sessioni di orientamento scolastico per ragazzi della scuola secondaria, laboratori di Coding for Kids e momenti di networking informale tra professionisti. A questo si affianca un impegno civico costante: monitoriamo mese per mese lo stato di avanzamento della Catania–Ragusa, un’opera infrastrutturale cruciale e vitale per il territorio, svolgendo un’importante funzione di cittadinanza attiva e attenzione pubblica.
Uno sguardo al 2026: rete, territorio, relazioni
Gli obiettivi per il 2026 guardano ancora più lontano. L’intenzione è quella di allargare l’utenza ai lavoratori da remoto provenienti anche dai paesi limitrofi, superando i confini amministrativi e abbracciando una visione più ampia del territorio. In fondo, la distanza tra i nostri paesini è spesso paragonabile a quella che si percorre quotidianamente all’interno di una grande città.
Sono in programma una o più giornate dedicate all’incontro tra professionisti, con momenti di lavoro condiviso e un aperitivo finale di networking, per creare connessioni, collaborazioni e nuove opportunità.
Restare è una scelta collettiva.
Lycoworking racconta una possibilità concreta: quella di restare, o tornare, senza rinunciare alla qualità del lavoro e delle relazioni professionali. È una storia di spazi rigenerati, competenze che rientrano, comunità che si riconoscono. Una storia che nasce a Licodia Eubea, ma che può ispirare molti altri luoghi “vicini”, anche quando sulla mappa sembrano lontani.
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