Il passaggio del ciclone Harry ha lasciato sul territorio siciliano una scia di vento forte, pioggia battente e mareggiate, con effetti visibili sia lungo la costa sia nell’entroterra. A Grammichele, fortunatamente, i danni registrati non sono stati gravi quanto nelle zone costiere, ma la forza del vento e delle precipitazioni ha comunque causato diversi disagi e situazioni di pericolo.
Le situazioni più rilevanti si sono concentrate in alcune zone della città. In via Minghetti, il vento ha divelto un ampio tratto di copertura, la cui struttura è finita sulla carreggiata, occupando parte della strada e rendendo necessaria l’attenzione delle autorità per rimuovere i detriti e garantire la sicurezza. In via Giorgione, zona Palazzotto, una struttura in legno e lamiera è stata abbattuta dal vento, con detriti sull’asfalto e rischi per il transito veicolare. Nella serata del 20 gennaio, i vigili del fuoco sono intervenuti in zona Madonna di Lourdes per rimuovere lastre di lamiera pericolanti, evitando che potessero cadere su pedoni o autovetture.
Su più fronti, la crisi elettrica ha aggravato la situazione: un guasto alla fornitura di energia da parte di ENEL ha causato l’arresto dei pozzi e delle centrali di rilancio idrico, determinando una significativa mancanza d’acqua in tutto il territorio comunale e richiedendo appelli alla popolazione per limitare i consumi fino al ripristino del servizio.
Questi episodi, pur significativi per chi li ha vissuti, restano di entità contenuta rispetto ai danni osservati lungo le coste siciliane colpite dalla furia del ciclone.

Come è andata nel resto della Sicilia
Le mareggiate e i venti di tempesta hanno infatti colpito duramente l’intera fascia ionica della Sicilia orientale. Secondo quanto riportato da Siciliaweb, i danni più gravi si sono concentrati lungo oltre cento chilometri di litorale, tra le province di Messina e Catania, con strade costiere, stabilimenti balneari, abitazioni e strutture portuali seriamente compromessi.
A Catania, in particolare, sono state evacuate decine di famiglie nella zona della Plaia dopo l’esondazione dei torrenti Buttaceto e Acquicella e il superamento dei livelli di guardia del fiume Simeto. Il mare ha invaso ampi tratti dei viali costieri, trascinando barriere, detriti e grandi quantità di sabbia. Centinaia gli interventi di emergenza per la rimozione di alberi caduti e la messa in sicurezza delle aree più esposte.
Gravissima la situazione lungo la costa ionica del Messinese. A Santa Teresa di Riva, Roccalumera, Letojanni e Giardini Naxos, interi tratti di lungomare risultano distrutti o fortemente danneggiati. In alcune località la sede stradale è stata erosa dal mare, mentre numerose abitazioni fronte costa sono state invase da acqua e sabbia.
Criticità rilevanti anche nel Siracusano, dove il mare ha distrutto pontili, affondato imbarcazioni e danneggiato attività commerciali. In provincia si sono registrati blackout elettrici diffusi, crolli di muraglioni, frane e isolamenti stradali. Situazioni di emergenza sono state segnalate anche nell’Ennese e nell’Agrigentino, con frane che hanno provocato la chiusura di importanti arterie statali.
Un quadro complessivo che conferma come, se a Grammichele il bilancio resti fortunatamente limitato, il ciclone Harry abbia colpito con particolare violenza le aree costiere della Sicilia orientale, lasciando dietro di sé una lunga scia di danni, evacuazioni e interventi d’emergenza.
Schifani: “Danni per centinaia di milioni, subito stato di emergenza”
Sul fronte istituzionale, nelle scorse ore è intervenuto anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha fatto il punto sull’emergenza insieme al capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina. In una nota diffusa dall’ANSA, Schifani ha spiegato che nella notte più critica «eravamo concentrati sull’emergenza e sull’evitare perdite di vite umane, con particolare attenzione ai punti più a rischio per la popolazione».
Secondo una prima valutazione dei danni, il bilancio appare già nell’ordine di oltre mezzo miliardo di euro lungo più di 100 chilometri di litorale ionico, con strade costiere, stabilimenti balneari, abitazioni e strutture portuali gravemente compromessi. «Ho già convocato una seduta straordinaria della giunta – ha annunciato Schifani – per deliberare lo stato di crisi di emergenza regionale e chiedere al governo centrale la dichiarazione di emergenza nazionale».
Il presidente ha inoltre espresso «un sentito ringraziamento alla Protezione civile regionale, ai volontari, ai Comuni, ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine», sottolineando come il coordinamento tra Regione, prefetti e sindaci «abbia consentito di evitare la perdita di vite umane», nonostante la violenza eccezionale dell’evento meteorologico.
