Carcere in affanno e tutela dei diritti: il Consiglio approva il Garante dei detenuti

Il Consiglio comunale di Caltagirone ha approvato il regolamento per l’istituzione del Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale, una figura chiamata a tutelare i diritti di chi vive condizioni di restrizione della libertà e a favorirne il reinserimento sociale.

La decisione arriva in un contesto segnato dal sovraffollamento del carcere calatino, che ospita stabilmente oltre 430 detenuti, con punte che in alcune fasi raggiungono quota 450. Una situazione che, come evidenziato anche da La Sicilia, incide sulla vivibilità dell’istituto e sulle condizioni di lavoro degli agenti di polizia penitenziaria, spesso in numero inferiore rispetto all’organico previsto.

Nonostante l’impegno sul piano educativo e rieducativo, la pressione sul sistema penitenziario resta elevata, rendendo ancora più rilevante l’introduzione di una figura di garanzia.

Nomina al Consiglio: passa l’emendamento del centrodestra

Il regolamento approvato prevede che il Garante venga eletto dal Consiglio comunale, e non nominato dal sindaco. A stabilirlo è stato un emendamento del centrodestra, approvato con 8 voti favorevoli e 6 contrari.

A sostenere la modifica sono stati i consiglieri Ivana La Pera, Francesco Caristia, Sergio Gruttadauria e Antonio Montemagno, secondo cui l’elezione consiliare rappresenta «la soluzione migliore» per garantire una scelta condivisa e responsabile.

Di segno opposto la posizione del centrosinistra. Luigi Failla ha parlato di un emendamento che «sminuisce la figura del Garante», mentre Pia Giardinelli ha auspicato una nomina il più possibile unanime, vista la delicatezza del ruolo.

I compiti del Garante

Come previsto dal regolamento, il Garante avrà il compito di:

  • vigilare sul rispetto dei diritti dei detenuti;
  • favorire il reinserimento sociale;
  • promuovere attività di sensibilizzazione;
  • raccogliere ed esaminare segnalazioni;
  • fungere da collegamento tra carcere, istituzioni e territorio.

L’assessore alla Legalità Giuseppe Fiorito ha sottolineato come l’iniziativa sia ispirata alla «tutela della persona e della sua dignità» e si inserisca nel quadro delle garanzie previste dall’ordinamento.

Il quadro nazionale e locale

Come ricordato dalla Gazzetta del Calatino, la figura del Garante è prevista a più livelli: nazionale, regionale e locale. Accanto al Garante nazionale, istituito presso il Ministero della Giustizia, anche Comuni e Regioni possono dotarsi di propri garanti, adattandone funzioni e strumenti alle esigenze del territorio.

Caltagirone si inserisce dunque in un percorso già avviato in molte realtà italiane, rafforzando la rete di tutela dei diritti delle persone detenute.

Scontro politico e altri temi rinviati

L’istituzione del Garante ha rappresentato uno dei principali momenti di confronto politico della seduta. Accanto al voto sul regolamento, il Consiglio ha rinviato la discussione sulla mozione relativa all’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, presentata dal centrosinistra.

In apertura di seduta, inoltre, si era discusso anche dell’annullamento delle manifestazioni di Carnevale, deciso in segno di vicinanza alla comunità di Niscemi colpita dalla frana, e di altre questioni legate a incendi e tributi comunali.

Un passo importante, ora la sfida dell’attuazione

L’approvazione del regolamento rappresenta un passaggio significativo per il sistema locale di tutela dei diritti. Resta ora da completare il percorso con l’elezione del Garante e con l’avvio concreto delle attività.

In una fase segnata dal sovraffollamento carcerario e da difficoltà strutturali, la vera sfida sarà trasformare questa nuova figura in uno strumento operativo efficace, capace di incidere realmente sulle condizioni di vita dei detenuti e sul rapporto tra carcere e comunità.

 

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