È stata inaugurata ieri, 9 marzo 2026, la Casa della Comunità di Grammichele, realizzata nei locali dell’ex ospedale Barbuzza grazie ai fondi del PNRR. Alla cerimonia hanno preso parte l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, i vertici dell’Asp di Catania, il sindaco Pippo Greco, amministratori del territorio e diversi rappresentanti istituzionali regionali e locali. La struttura rientra nel piano di riorganizzazione della sanità territoriale previsto dalla Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Dalla fine dei lavori all’apertura ufficiale
Dopo il completamento degli interventi, conclusi nei mesi scorsi, la Casa della Comunità di Grammichele è entrata ufficialmente nella sua fase pubblica con la cerimonia di inaugurazione svoltasi lunedì 9 marzo.
L’immobile che ospita la nuova struttura sanitaria è quello dell’ex ospedale Barbuzza, recuperato e rifunzionalizzato nell’ambito degli investimenti destinati al rafforzamento della sanità di prossimità. L’intervento fa parte della rete territoriale prevista dal D.M. 77 e finanziata con le risorse del PNRR.
Le autorità presenti
Alla cerimonia erano presenti l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, il direttore generale dell’Asp di Catania Giuseppe La Ganga Senzio e il direttore sanitario dell’Asp di Catania Gianfranco Di Fede.
Presente anche il sindaco di Grammichele Pippo Greco, insieme ai sindaci dei Comuni di Caltagirone, Licodia Eubea, Mazzarrone e Mirabella Imbaccari. Tra i presenti anche gli onorevoli Giuseppe Lombardo, Luca Sammartino, Giovanni Burtone, Giuseppe Compagnone e Concetta Raia.
La nuova struttura nell’ex Barbuzza
La Casa della Comunità di Grammichele è stata ricavata in un edificio dell’Asp di Catania situato a ridosso del centro storico. La struttura, distribuita su due livelli, è stata oggetto di un ampio intervento di riqualificazione che ha riguardato gli spazi interni, gli impianti, l’accessibilità e l’efficientamento complessivo dell’immobile.
Dalle immagini diffuse in occasione dell’inaugurazione si vedono i nuovi ambienti, la segnaletica interna e i servizi destinati all’utenza. Tra questi figurano l’accettazione e il PUA, l’assistenza medica H12, l’assistenza domiciliare integrata e la continuità assistenziale, oltre alla segreteria CUP e agli ambulatori medici.
Un presidio per la sanità di prossimità
Le Case della Comunità rappresentano, nei piani dell’ASP, uno degli assi centrali della riforma dell’assistenza sanitaria territoriale. L’obiettivo è offrire ai cittadini un punto di riferimento più vicino, accessibile e integrato rispetto all’ospedale, soprattutto per i bisogni sanitari ordinari e per la presa in carico continuativa della persona. Nel modello organizzativo previsto, queste strutture dovranno favorire il raccordo tra medici di medicina generale, specialisti, infermieri di famiglia e altri servizi sociosanitari, con una logica di prossimità e continuità assistenziale.
Per saperne di più, vi rimandiamo all’articolo di dicembre 2025.










