17 Maggio: la giornata delle telecomunicazioni – Classe 4^B – Plesso Ugo La Malfa

Continua il percorso del progetto Scrivere la scuola, questa volta con la classe 4^B, che ha lavorato sul tema delle telecomunicazioni e del rapporto tra tecnologia e comunicazione.
Partendo dalla storia dei mezzi di comunicazione, gli alunni hanno riflettuto sia sulle opportunità offerte dalla rete sia sull’importanza delle relazioni umane e dell’ascolto.
Una parte del lavoro è stata dedicata anche alla Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), attraverso un’esperienza svolta direttamente in classe.

Un click… e sei in rete! Le due facce della comunicazione
Fin dai tempi più antichi, l’uomo ha sentito il bisogno di comunicare, raccontare esperienze e condividere emozioni con gli altri. Le prime forme di comunicazione risalgono alla Preistoria: segnali di fumo, disegni sulle pareti delle caverne, messaggi affidati ai piccioni viaggiatori e simboli pittografici permettevano di inviare informazioni anche a distanza, anche se lentamente e con molte difficoltà.

Con il passare del tempo, il bisogno di comunicare non è cambiato: sono cambiati invece gli strumenti. Nel 1837 Samuel Morse inventò il telegrafo elettrico e, per la prima volta, un messaggio poteva viaggiare rapidamente da una città all’altra. Nel 1876 Alexander Graham Bell inventò il telefono, che permetteva alle persone di parlare anche se lontane. Nel 1895 Guglielmo Marconi realizzò la radio, grazie alla quale le notizie potevano raggiungere milioni di persone.

Nel 1920 John Logie Baird inventò la televisione, portando immagini e suoni nelle case di tutto il mondo. Queste invenzioni hanno trasformato la società, rendendo il mondo sempre più collegato e favorendo la nascita della globalizzazione. La rivoluzione più grande, però, arrivò negli anni Novanta con Internet e le nuove tecnologie moderne.

Internet è come una gigantesca ragnatela che collega il mondo intero. Con un semplice click possiamo parlare con persone lontane, cercare informazioni, studiare, giocare, guardare video e condividere momenti importanti della nostra vita. Per noi ragazzi i social network e le applicazioni digitali sono strumenti molto utili: ci aiutano a comunicare, a imparare cose nuove e a sentirci vicini anche quando siamo distanti.

Nella nostra classe abbiamo anche imparato che comunicare non significa soltanto parlare. Esistono tanti modi per esprimere emozioni, pensieri e bisogni. Per questo abbiamo realizzato un lavoro in CAA, la Comunicazione Aumentativa Alternativa, utilizzando simboli e immagini per rendere la comunicazione accessibile a tutti, anche a un nostro compagno non verbale. Questa esperienza ci ha fatto capire che ogni persona ha il diritto di essere ascoltata e compresa e che le parole non sono l’unico modo per comunicare: anche uno sguardo, un gesto, un simbolo o un sorriso possono parlare al cuore.

Ma la rete ha anche un’altra faccia.
Se usati troppo o nel modo sbagliato, smartphone e computer possono diventare una trappola: rischiamo di passare troppe ore davanti a uno schermo, di isolarci e di dimenticare quanto siano importanti le relazioni vere. Noi alunni di quarta primaria pensiamo che Internet sia come un ponte: può unire due sponde e avvicinare persone lontane, ma può anche trasformarsi in una gabbia se non impariamo a usarlo con equilibrio e responsabilità.

Oggi quasi tutti possediamo uno smartphone, un tablet o un computer. Questi strumenti sono molto utili, ma non devono sostituire le emozioni vere: un sorriso, un abbraccio, una stretta di mano o il piacere di giocare insieme all’aria aperta. La tecnologia è una grande invenzione e può migliorare la nostra vita, ma solo se resta uno strumento nelle mani dell’uomo e non diventa la padrona del nostro tempo.

Per questo è importante imparare a usare Internet in modo sicuro e intelligente, ricordando che nessun messaggio sullo schermo potrà mai sostituire la bellezza di guardarsi negli occhi.

E proprio come dice la canzone di Ron, che abbiamo trasformato anche in un file in CAA:
“E non abbiamo bisogno di parole
per spiegare quello che è nascosto in fondo al nostro cuore.”


Perché comunicare significa soddisfare il bisogno umano di condividere idee, emozioni, conoscenze e stati d’animo…è la necessità di capirsi anche senza parlare.

Articolo a cura degli alunni della Classe 4 b Plesso Ugo La Malfa – Istituto Comprensivo G. Galilei – G. Mazzini di Grammichele.
L’attività è stata svolta con il supporto delle docenti Lirosi, Volpe, Franchino, Mancuso, Coppoletta R., Coppoletta T., Guccione, Palma, Pennacchio e Blasco.

  • Adamo Noemi Maria
  • Ahmeti Daniela
  • Altamore Claudio
  • Gentile Benedetta
  • Giandinoto Giuseppe
  • Guglielmo Michele Maria
  • Gurrieri Gloria
  • Inzirillo Arianna
  • Latifi Melisa
  • Lombardo Sofia
  • Politino Jonas
  • Rossito Ludovica Arcangela
  • Saitta Dylan
  • Scalzo Francesco
  • Scibona Emanuela Carla
  • Spinello Mattia
  • Stracquadaini Angelo Emanuele
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