Venerdì 22 maggio si è svolta la Giornata della Legalità, un evento di altissimo profilo istituzionale. Infatti, la città di Grammichele è stata completamente trasformata nel centro nevralgico dell’educazione degli studenti e dell’osservanza delle regole. Il tutto all’insegna di uno slogan forte e unitario: “La legalità è il seme di un futuro libero e giusto per tutti”.
L’evento ha avuto inizio alle ore 9 nell’Aula Magna gremita dell’I.T.C. Omnicomprensivo Statale “Giovanni Verga” Sezione di Grammichele. L’avvocato Maria Giovanna Bertolami ha coordinato e moderato gli interventi e ha saputo fare da raccordo tra i discorsi dei rappresentanti. La sessione è stata aperta dal professor Enzo Cannizzo, che ha dato il benvenuto ai partecipanti a nome della dirigente scolastica dott.ssa Roberta Ferrante, impossibilitata a partecipare per impegni ufficiali ma che ha manifestato il suo pieno sostegno all’iniziativa.
Il sindaco di Grammichele, Pippo Greco, che rappresentava il primo cittadino della città, ha tenuto il discorso di apertura durante la cerimonia. Rivolgendosi agli studenti, li ha definiti “i veri protagonisti di questa Giornata della pace e della giustizia”. Il Sindaco ha anche reso omaggio ai sacrifici compiuti nella lotta contro la criminalità dai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, considerati entrambi portabandiera di questa lotta. Il Sindaco ha ringraziato le forze dell’ordine, in particolare l’Arma dei Carabinieri, per aver scelto la Città di Grammichele per ospitare l’evento nel 2026. Questo onore è un’opportunità per l’intera comunità cittadina, e quindi comporta una certa responsabilità.

A seguire Massimiliano Guccione, presidente del Rotary Club Grammichele – Simeto Sud. Ha innanzitutto ringraziato tutti i rappresentanti delle massime autorità, dal generale Altavilla al procuratore Casabona, passando per il capitano Magno e i dirigenti scolastici, gli amministratori comunali (sindaco) e l’avvocato Giuseppe Piccolo (socio del club e ospite di oggi). Guccione ha chiarito che il suo obiettivo finale per l’evento di oggi è quello di piantare nelle menti degli studenti il “seme della legalità” e far sì che questo seme cresca in modo permanente, cioè per il resto della loro vita! Dovrebbe essere una crescita permanente!
Il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Catania, Generale Salvatore Altavilla, ha appoggiato fermamente questo concetto. Il Generale ha espresso il suo apprezzamento al Rotary Club per aver accolto la sua proposta di celebrare questo evento a Grammichele e li ha ringraziati per aver fornito un’occasione così profondamente istituzionale per celebrare la Giornata della Pace. Il Generale Altavilla, rivolgendosi alla popolazione studentesca, ha parlato dei giovani come del “terreno fertile”, l’unico su cui lo Stato è in grado di utilizzare le proprie risorse per sviluppare una coscienza civica ormai ampiamente accettata.

La prof.ssa Alessandra La Puzza, preside dell’Istituto Comprensivo “G. Galilei – G. Mazzini” di Grammichele, ha ribadito la funzione quotidiana della scuola come vero e proprio avamposto di legalità all’interno del territorio grazie ai rapporti di collaborazione con tutte le istituzioni locali e le forze dell’ordine. Il prof. Salvatore Caruso, preside del Liceo Artistico Regionale “Raffaele Libertini” di Grammichele, ha parlato del valore universale della cultura come strumento di emancipazione e di lotta culturale alla criminalità organizzata. Il momento centrale del convegno è stato rappresentato dalla relazione presentata dalla dott.ssa Rosanna Casabona, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone. Il procuratore ha descritto il percorso personale e professionale di Falcone e Borsellino, dalla loro nascita fino allo sviluppo dell’innovativo pool antimafia, che ha permesso a più magistrati di condividere informazioni e fornire assistenza nelle indagini. Il pubblico ministero ha fornito una discussione approfondita e dettagliata del maxi processo di Palermo, diretto dai giudici Falcone e Borsellino. Il processo iniziò il 10 febbraio 1986, in un’aula appositamente costruita (l'”aula bunker”) nel carcere dell’Ucciardone. Il Maxi Processo è stato il più grande del suo genere nella storia della Repubblica Italiana perché ha segnato il primo tentativo dello Stato di perseguire la leadership di Cosa Nostra nella sua interezza, con il processo che ha portato alla condanna di 346 persone per i loro crimini.

Al termine della conferenza, si è svolta una sfilata che ha attraversato le vie del centro e si è riunita in Piazza Carlo Maria Carafa dove i Carabinieri (rappresentati dal Capitano Nastassija Magno, Comandante della Compagnia di Caltagirone) hanno unito l’emozione dei giovani con l’apprezzamento del loro lavoro quotidiano.
La piazza serviva come sede per le esibizioni dei vari reparti dell’Arma dei Carabinieri. Gli artificieri e le unità cinofile ne erano entrambi un buon esempio. Lo dimostra un’esibizione combinata del Nucleo cinofilo e degli artificieri, in cui un cane del Nucleo cinofilo ha individuato una finta bomba, dopodiché gli artificieri hanno utilizzato un robot di ultima generazione per recuperare e disinnescare a distanza il pacco della finta bomba.

L’Unità di Investigazione Scientifica ha suscitato molto interesse, gli studenti hanno imparato a conoscere le impronte digitali, come si raccolgono le impronte e i diversi metodi di raccolta delle prove. Molti studenti hanno visitato le Gazzelle del Nucleo Operativo e Radiomobile (Pronto Intervento 112), insieme alle moto del Nucleo Operativo e Radiomobile.
Inoltre, una menzione particolare merita lo stand informativo dedicato all’arruolamento e all’orientamento professionale nell’Esercito, che è stato preso d’assalto dagli studenti in partenza, desiderosi di apprendere come trasformare i valori di onestà, giustizia e servizio alla comunità, celebrati in questa indimenticabile giornata, in una scelta di carriera.
di Santo Saimbene

























