CIA GRAMMICHELE: Preoccupazione per il futuro dell’agricoltura e nel particolare della cerealicoltura.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma di Francesco Zaccaria, Presidente ddella sede territoriale di Grammichele della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) alla luce della grave crisi cerealicola in atto.

                   Si sta procedendo da qualche giorno alla trebbiatura del grano duro e delle leguminose e dalle notizie che arrivano dai campi ci sono rese giù del 50% e ancora più preoccupanti sono le notizie dei mercati che vedono in ribasso i prezzi al produttore.
La situazione penso stia diventando molto allarmante siamo già al terzo anno di seguito che il settore lavora sottocosto con aumento indiscriminato dei costi di produzione (concimi, gasolio, ricambi, ecc.) che gravano ancora di più i bilanci aziendali
Abbiamo bisogno di certezze da parte dello stato italiano, essendo l’unico ad avere il potere di dirci se continuare a produrre il nostro grano, sinonimo di qualità, e non quello importato coltivato non sappiamo come e addirittura trattato con diserbanti per farlo maturare. Da noi il processo di maturazione avviene naturalmente grazie al nostro clima e grazie ai nostri terreni fertili.
Lo stato deve intervenire tempestivamente attuando dei meccanismi di salvaguardia dei prezzi da mettere in atto quando si verificano crisi di mercato come quelle che avvengono già da tre anni.
Non possiamo produrre 0,20 centesimi quando i costi arrivano a 0,30-0,35 al kg.
È impensabile continuare così e già dall’anno prossimo molti agricoltori abbandoneranno i campi con conseguenze disastrose sia di giornate lavorative che ambientale con il rischio di incendi a largo raggio lasciando spazio magari ai pannelli fotovoltaici.
L’agricoltore è custode del territorio e la sua presenza garantisce la campagna in generale, soprattutto, nelle zone interne e collinari dove per coltivare un ettaro di terreno è molto più costoso che in pianura.
Basta con tutti questi vincoli che la comunità europea ci impone nei campi, ecoschemi e quant’altro, lasciamo che l’agricoltore lavori i campi in base alla propria esperienza e alla conoscenza del territorio e vedrete che produrrà meglio e magari diminuendo i costi.

Francesco Zaccaria – Presidente CIA GRAMMICHELE – 17 giugno 2026

 

One comment to “CIA GRAMMICHELE: Preoccupazione per il futuro dell’agricoltura e nel particolare della cerealicoltura.”
  1. Il prezzo dei prodotti agricoli dovrebbe essere il doppio del costo di produzione, x quei prodotti che arrivano da paesi a basso costo di produzione bisogna imporre i dazi questa è la Vera sovranità il resto sono chiacchiere

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