A circa un anno dal prossimo appuntamento elettorale che chiamerà i cittadini di Grammichele a rinnovare le cariche istituzionali, la macchina del confronto politico locale inizia a scaldare i motori. Ospite della rubrica “GRAMMICHELE.EU OSPITA” è Giancarlo Giandinoto, già assessore e consigliere comunale fino al 2015 con la sua adesione al progetto politico FUTURO NAZIONALE.
Una chiacchierata a tutto campo che spazia dai ricordi amministrativi del passato alle sfide tecnologiche del futuro, fino all’analisi della vivibilità attuale della città.
Dopo un decennio di assenza dalle scene pubbliche, Giancarlo Giandinoto racconta la sua evoluzione politica e l’adesione a Futuro Nazionale, il movimento in fase costituente guidato dal generale Roberto Vannacci. «Per me si tratta della naturale evoluzione di un percorso iniziato trent’anni fa nella destra sociale», spiega Giandinoto, smentendo i pregiudizi che spesso circondano il movimento e definendolo, al contrario, come una realtà inclusiva e attenta ai temi concreti del territorio, a partire dalla sicurezza e dalla corretta gestione dei flussi migratori. Sulle prossime elezioni locali, Giandinoto non esclude sorprese: dopo la fase costituente che si chiuderà nel 2026, il partito valuterà le proprie mosse, inclusa l’ipotesi di presentarsi a Grammichele con una lista autonoma e un proprio candidato sindaco.
Non mancano le stoccate all’attuale giunta comunale, definita un’amministrazione “ibrida di centro-sinistra-destra” che rischia di muoversi senza una chiara visione strategica. Pur riconoscendo l’importanza delle opere finanziate (come lo stadio comunale), Giandinoto critica quella che definisce una tendenza all’improvvisazione. Tra i punti dolenti sollevati: il decoro urbano e lo stato della pavimentazione della piazza principale, la manutenzione degli arredi e la gestione della sicurezza cittadina. «Il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazioni», commenta citando De Gasperi, «noi dobbiamo chiederci cosa stiamo consegnando a chi verrà dopo di noi».
La seconda parte dell’intervista tocca un tema di grande attualità: l’Intelligenza Artificiale. Lungi dal demonizzarla, Giandinoto – che ha intrapreso un profondo percorso di riqualificazione professionale (reskilling) nel settore – ne sottolinea le potenzialità per la pubblica utilità: dalla videosorveglianza alla cybersecurity, fino alla gestione dei musei e al supporto per la sanità e la salute mentale.
L’intervista si chiude con una nota culturale: la presentazione del volume “Lexicon dell’arte italiana contemporanea”, che vede Giandinoto tra i protagonisti grazie alla sua arte digitale neo-futurista e sinestetica, capace di tradurre i suoni e la musica in immagini algoritmiche, utilizzata anche come veicolo di denuncia sociale.
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