È entrato in funzione il nuovo Pronto Soccorso dell’ospedale “Gravina” di Caltagirone. L’intervento, presentato dall’Asp di Catania come un passaggio strategico per il potenziamento dell’emergenza-urgenza nel Calatino, ha comportato un investimento complessivo di 9 milioni e 960mila euro. Nuovi spazi, percorsi separati, diagnostica dedicata e collegamenti più rapidi con le aree critiche dell’ospedale: una svolta strutturale importante, che arriva però dopo anni di denunce su carenza di personale e difficoltà operative del presidio.
Il nuovo Pronto Soccorso torna nella sede originaria
Il Pronto Soccorso del “Gravina” ritorna nella sede prevista dal progetto originario dell’ospedale. Con l’attivazione dei nuovi locali vengono ripristinati anche gli accessi attraverso le due rampe dedicate ai mezzi di soccorso e ai percorsi di emergenza.
Secondo quanto comunicato dall’Asp di Catania, l’intervento nasce dall’esperienza maturata durante la pandemia da Covid-19 e dalla necessità di disporre di spazi capaci di separare i percorsi assistenziali. Un’esigenza diventata centrale soprattutto nella gestione dei pazienti con patologie infettive e nelle situazioni di emergenza sanitaria.
La nuova area dell’emergenza-urgenza si estende su una superficie di 1.968 metri quadrati ed è stata progettata per rendere più ordinati i flussi interni, migliorare la sicurezza dei pazienti e consentire agli operatori di lavorare in ambienti più funzionali.
Percorsi separati, OBI e diagnostica dedicata
Tra le principali novità figurano una doppia sala emergenze, una nuova area triage collegata agli ambulatori di visita, spazi per i familiari degli assistiti e locali riservati al personale sanitario.
È stata inoltre realizzata un’area di Osservazione Breve Intensiva con quattro stanze di degenza, insieme ad ambienti destinati ai percorsi del Codice Rosa. Uno degli elementi più rilevanti è la presenza di un Pronto Soccorso dedicato ai pazienti con patologie infettive, separato dai percorsi ordinari e dotato di propri spazi di visita, osservazione e assistenza.
L’area è stata potenziata anche sul fronte diagnostico, con una nuova TAC e una sala ecografica integrate nel percorso dell’emergenza. L’obiettivo dichiarato è ridurre spostamenti e tempi di gestione dei pazienti, soprattutto nei casi più delicati.
Collegamenti con le aree critiche dell’ospedale
Il nuovo Pronto Soccorso è già collegato al corridoio dell’emergenza, pensato per garantire un accesso più rapido a Terapia Intensiva, Rianimazione, Radiologia e all’area dedicata al trattamento dell’infarto miocardico acuto.
Nel comunicato dell’Asp si fa riferimento anche al collegamento diretto con il blocco operatorio, elemento che dovrebbe completare il sistema di gestione delle emergenze tempo-dipendenti. Su questo punto sarà importante capire, nella piena operatività quotidiana, quali collegamenti siano già effettivamente attivi e quali invece rientrino nelle fasi successive di completamento organizzativo.
Nell’ambito dello stesso intervento è stato realizzato anche il nuovo reparto di Medicina d’Accettazione e d’Urgenza, con dieci posti letto.
Un investimento da quasi 10 milioni
L’opera, comprensiva di arredi e dotazioni tecnologiche, è costata complessivamente 9.960.433,21 euro. I lavori sono stati realizzati dall’UOC Tecnico dell’Asp di Catania, diretta da Francesco Alparone, con Antonio Montemagno nel ruolo di responsabile unico del progetto.
Dopo il trasferimento delle competenze dalla Struttura commissariale per l’emergenza Covid, avvenuto nel dicembre 2024, l’Asp ha curato l’adeguamento del progetto, il completamento delle lavorazioni e l’integrazione degli impianti tecnologici, compresa la realizzazione di una nuova Power Unit e di gruppi di continuità dedicati.
Il trasferimento delle attività nei nuovi locali, secondo l’Azienda sanitaria, è avvenuto senza interruzioni dell’assistenza, grazie al coordinamento fra Direzione medica del presidio, UOC Astanteria e Pronto Soccorso e Direzione amministrativa.
La soddisfazione dell’Asp
Il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, ha definito l’intervento strategico per il rafforzamento dell’ospedale “Gravina” e della rete aziendale dell’emergenza-urgenza. Il direttore sanitario Giovanni Francesco Di Fede ha invece sottolineato il completamento dei collaudi e delle verifiche tecniche, impiantistiche e organizzative prima del trasferimento delle attività.
Il messaggio dell’Asp è chiaro: il nuovo Pronto Soccorso dovrebbe garantire maggiore efficienza, più sicurezza nei percorsi e una migliore capacità di risposta per i pazienti del territorio.
Ma il nodo resta il personale
La nuova struttura rappresenta senza dubbio un passaggio importante per il presidio calatino. Tuttavia, la storia recente dell’ospedale “Gravina” impone una lettura più prudente. Negli ultimi anni, infatti, il Pronto Soccorso e diversi reparti dell’ospedale sono stati al centro di denunce, prese di posizione sindacali e mobilitazioni istituzionali legate soprattutto alla carenza di medici e personale sanitario.
Già nel 2021 veniva segnalata una forte scopertura nell’area dell’emergenza-urgenza, con il caso del Pronto Soccorso di Caltagirone inserito nel quadro più ampio delle difficoltà dei presidi della provincia etnea. Nello stesso periodo, voci politiche del territorio denunciavano il rischio che nuovi reparti e nuovi spazi potessero rimanere inefficaci senza organici adeguati.
Nel 2022 le criticità sono tornate al centro del dibattito pubblico, con le proteste del Nursind e con l’allarme lanciato da sindaci e Consiglio comunale sulla tenuta dell’ospedale. Le preoccupazioni riguardavano in particolare emergenza, Pronto Soccorso, Cardiologia, Anestesia e Rianimazione. Nel gennaio 2023, i sindaci del Calatino e numerosi cittadini si sono mobilitati davanti al “Gravina” per chiedere interventi concreti a tutela della sanità territoriale.
La vera verifica sarà sul funzionamento quotidiano
Per il Calatino l’attivazione del nuovo Pronto Soccorso è una notizia rilevante. La disponibilità di spazi moderni, percorsi separati e diagnostica dedicata può incidere positivamente sull’organizzazione dell’emergenza. Ma la qualità di un Pronto Soccorso non dipende soltanto dalle pareti, dai corridoi e dalle apparecchiature.
La sfida decisiva sarà verificare se ai nuovi ambienti corrisponderanno organici sufficienti, turni sostenibili, servizi pienamente operativi e tempi di risposta adeguati ai bisogni di un territorio ampio, distante dai grandi poli ospedalieri metropolitani e da anni preoccupato per il progressivo indebolimento della propria sanità.
Il nuovo Pronto Soccorso del “Gravina” parte dunque con una dotazione strutturale importante. Adesso la prova più attesa sarà quella quotidiana: capire se l’investimento sarà accompagnato dalle risorse umane e organizzative necessarie per trasformare l’opera in un reale miglioramento dell’assistenza per i cittadini di Caltagirone, Grammichele e dell’intero comprensorio calatino.
Si ringrazia l’ufficio stampa dell’ASP di Catania per le foto.


