Grammichele, il Consiglio Comunale approva il rendiconto di gestione 2025

Il Consiglio comunale di Grammichele, riunito l’11 agosto in prosecuzione della seduta rinviata dal 10, ha approvato il Rendiconto della Gestione 2025, quattro debiti fuori bilancio per complessivi centinaia di migliaia di euro e la salvaguardia degli equilibri di bilancio, che ha permesso di incamerare 280.000 euro da un impianto fotovoltaico per finanziare interventi ambientali ed energetici. Sul tavolo anche una sentenza della Corte dei Conti che boccia parzialmente ma promuove nel complesso la gestione contabile dell’ente.

consiglio comunale grammichele 11 agosto

Il rendiconto 2025 e il giudizio della Corte dei Conti

L’assessore al Bilancio Cubisino ha aperto la seduta illustrando il Rendiconto della Gestione 2025, definendolo un atto che “fotografa” la situazione dell’ente e che attesta come il Comune di Grammichele non si trovi in dissesto né sia più strutturalmente deficitario, a differenza degli esercizi precedenti. Il dato più significativo riguarda il recupero del disavanzo, migliorato di quasi 700.000 euro rispetto al 2024, e soprattutto la riduzione dei tempi di pagamento ai fornitori: da un ritardo di oltre un anno e tre mesi ereditato all’insediamento dell’amministrazione, si è scesi a 42 giorni secondo il rendiconto, anche se il consulente contabile Spinella ha precisato che a fine 2025 il dato medio era già sceso a 35 giorni. Cubisino ha comunque ammesso che il risultato “non è sufficiente” rispetto alla norma dei 30 giorni, e che il mancato rispetto pieno del termine comporta comunque accantonamenti obbligatori che limitano la capacità di spesa dell’ente.

Il tema più rilevante emerso dall’intervento del dottor Spinella è stato il riferimento a una sentenza della Corte dei Conti di Sicilia, pubblicata dopo un’istruttoria di dieci anni su un documento di 74 pagine che ha analizzato la situazione finanziaria di Grammichele degli ultimi cinque anni, agganciandosi a una precedente verifica del 2020. Secondo Spinella, la Corte ha riconosciuto, con un linguaggio istituzionale privo di enfasi ma sostanzialmente favorevole, che l’ente è “sulla buona strada: sono stati sbloccati circa 6 milioni di euro di atti rimasti fermi dal triennio 2019-2021, e il tempo medio di pagamento è sceso da 534 giorni a 42. Il consulente ha però lanciato un allarme preciso: due uffici comunali, di cui non ha voluto fare il nome in aula (“non mi interessa dirlo”), ritardano nelle operazioni di liquidazione delle fatture, generando un danno stimato in 800.000 euro tra accantonamenti obbligatori e somme da recuperare a consuntivo. Ha invitato il sindaco a intervenire con fermezza perché questi uffici liquidino le fatture “l’indomani” del loro arrivo, ricordando che la ragioneria comunale è già in grado di pagare in appena 5 giorni una volta ricevuta la liquidazione.

Il nodo della riscossione e le rottamazioni

Un altro fronte critico riguarda la capacità di riscossione dei tributi locali. Spinella ha fornito percentuali precise: il Comune incassa circa il 65% dell’IMU e solo il 50-55% della TARI, dati inferiori alla media provinciale. Ha spiegato che innalzare anche solo del 10% questa percentuale permetterebbe di abbattere sensibilmente il fondo crediti di dubbia esigibilità, liberando risorse aggiuntive. L’assessore Cubisino ha ricordato le misure già adottate dall’amministrazione: l’adesione alla rottamazione quater, lo stralcio delle cartelle sotto i 1.000 euro, la rottamazione degli avvisi e accertamenti gestiti internamente, l’affidamento del ruolo di riscossione all’Agenzia delle Entrate e Riscossione (al posto di privati che in altri comuni applicano aggi superiori al 10%), e la recente adesione alla rottamazione quinquies approvata nella seduta precedente. Ha inoltre annunciato che nelle prossime settimane il Consiglio sarà chiamato ad approvare un regolamento per la rottamazione degli avvisi di accertamento non ancora trasferiti all’Agenzia delle Entrate.

Il vicesindaco Palermo ha aggiunto che l’ente punta a chiudere l’anno con risultati concreti sul fronte di Riscossione Sicilia, ricordando che il Comune ha già raggiunto il limite temporale utile per gli accertamenti (2022, considerando i tre anni previsti per l’accertamento con adesione). Ha sottolineato come la parte più pesante dei residui attivi riguardi proprio la TARI, un servizio che il Comune continua comunque a pagare regolarmente al gestore.

Il dibattito sulla trasparenza degli atti: il caso dei debiti fuori bilancio

La parte più accesa della seduta ha riguardato l’approvazione di quattro debiti fuori bilancio, relativi a parcelle professionali maturate anche decenni fa (con incarichi risalenti fino al 1996). Il consigliere Lirosi ha aperto le sue osservazioni contestando la carenza di documentazione a supporto delle delibere: a differenza di prassi precedenti, gli atti trasmessi ai consiglieri non contenevano sentenze né la ricostruzione della “genesi” dei debiti, ma solo scambi epistolari tra i creditori e l’ufficio di segreteria. Ha criticato l’uso della privacy come giustificazione per l’omissione di documenti, ricordando che in precedenti debiti fuori bilancio erano stati allegati senza problemi sentenze e atti introduttivi di giudizio.

Sul primo debito, relativo a una parcella per 5.044 euro (ridotta grazie a una trattativa con l’ufficio contenzioso), l’atto è passato con 9 favorevoli, 2 contrari (Lirosi e Anguzza) e l’astensione della consigliera Di Stefano.

Sul secondo debito, per un importo negoziato di 22.000 euro (ridotto da una parcella originaria più alta), sia Di Stefano che Anguzza hanno insistito per conoscere l’origine del contenzioso. La dottoressa Di Bennardo, dell’ufficio legale, ha chiarito che si trattava di una causa di esproprio persa in primo grado ma vinta in appello, con un incarico affidato secondo modalità (acconti su parcelle) che allora erano prassi accettata dalla stessa Corte dei Conti, poi superate dall’armonizzazione contabile. Ha anche rivelato un dettaglio curioso: l’ufficio aveva scritto al Garante della Privacy chiedendo se fosse necessario oscurare alcuni dati nelle delibere, ricevendo risposta che non era indispensabile. L’atto è passato con 9 favorevoli e 2 contrari (Lirosi e Anguzza).

Il terzo debito riguardava una serie di parcelle per incarichi tra il 1995 e il 2004, per un totale originario di 135.261 euro ridotto a 82.000 euro tramite trattativa, con l’avvocato che ha accettato più proroghe di pagamento (l’ultima fino a ottobre 2026) pur di chiudere la vicenda prima della pensione. Anche qui l’atto è passato con 9 favorevoli e 2 contrari (Anguzza e Lirosi).

Il quarto debito, il più discusso nel merito, riguardava una causa persa relativa al pagamento di rette per il ricovero di una persona con disabilità in una cooperativa: dopo aver vinto in primo grado, il Comune ha perso in appello per un cambio di giurisprudenza, e per gli anni successivi non si è opposto al decreto ingiuntivo su indicazione del proprio legale, subendo infine un pignoramento diretto delle somme dalla tesoreria comunale. Il consigliere Lirosi ha criticato la scelta di non aver tentato una transazione con la cooperativa prima del pignoramento, che ha comportato costi aggiuntivi per l’ente; Lirosi ha definito l’atto “formalmente e giuridicamente” quasi superfluo, dato che le somme erano già state incassate dal creditore per effetto dell’ordinanza del giudice. Anche questo atto è passato con 9 favorevoli e 2 contrari.

La salvaguardia degli equilibri e i 280.000 euro dal fotovoltaico

L’ultimo punto all’ordine del giorno, la salvaguardia degli equilibri di bilancio con contestuale variazione, ha portato alla luce l’informazione più concreta per la cittadinanza. L’assessore Cubisino ha spiegato che tra le nuove entrate rientra un contributo regionale ormai “a regime” per i comuni in disavanzo, ottenuto (a suo dire) anche grazie a un pressing diretto sui referenti regionali, incluso l’onorevole Lombardo.

Il punto più rilevante, sollevato dal vicesindaco Palermo dopo che l’argomento stava passando “sotto traccia”, riguarda l’incameramento di 280.000 euro versati dalla società Blu Solar, che ha realizzato un impianto fotovoltaico nella zona ex ASI di Grammichele in cambio della cessione di una porzione di terreno comunale. Di questa somma, 240.000 euro sono stati destinati a un investimento (identificato da alcuni consiglieri come opere di piantumazione e riqualificazione verde, con il sindaco che ha auspicato la piantumazione di nuovi alberi in città dopo anni di assenza di questo tipo di interventi) e 40.000 euro alla manutenzione straordinaria del verde pubblico. La consigliera Anguzza ha chiesto chiarimenti su una discrepanza tra 280.000 e 240.000 euro riportata negli allegati, risolta da Cubisino e Spinella spiegando la diversa articolazione tra i capitoli di entrata e di uscita.

L’atto sulla salvaguardia degli equilibri è stato approvato con 9 voti favorevoli e l’astensione della consigliera Anguzza.

Il commento finale del sindaco e i saluti al Collegio dei Revisori

A chiusura della seduta, il sindaco Greco ha voluto ringraziare pubblicamente il Collegio dei Revisori dei Conti, giunto al termine del proprio mandato triennale, per l’accompagnamento nella gestione finanziaria dell’ente durante l’istruttoria della Corte dei Conti, definita un confronto “lungo ma sereno” con esito complessivamente positivo per il Comune. Ha ringraziato anche i consiglieri comunali per la presenza in piena estate e ha concluso auspicando di poter lavorare nuovamente con lo stesso Collegio dopo il rinnovo dell’incarico. Il presidente del Collegio dei Revisori ha risposto ringraziando a sua volta l’amministrazione per la collaborazione ricevuta in questi tre anni di mandato.

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