Intervista all’Assessore Amarù: il mutuo di 3 milioni di euro

Il 10 ottobre l’amministrazione comunale ha annunciato che le domande di mutuo inoltrate durante l’estate, sono state accettate. Un totale di quasi 3 milioni di euro, che, secondo il comunicato ufficiale dell’amministrazione, serviranno a dare una “boccata d’ossigeno” alla nostra città.

Abbiamo intervistato l’assessore al bilancio, Antonino Amarù, chiedendo maggiori delucidazioni e chiarimenti su questa notizia.

Innanzitutto, perché questa richiesta di mutuo? Che situazione avete trovato?

«Il mutuo, tecnicamente, è un’anticipazione di liquidità, è finanziata dallo stato, e quest’anticipazione viene data dalla Cassa dei depositi e prestiti che, potremmo dire, è la “banca dello Stato”. Dovevamo far fronte alla carenza di liquidità che hanno i comuni (in particolare il nostro n.d.r.) nel pagare i propri fornitori di opera. Quest’anticipo di liquidità viene fatto con decreti legge, quello di questo è il decreto ministeriale 66, a cui noi abbiamo fatto richiesta perché c’era la possibilità di avere anticipata la liquidità per tutti i debiti certi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2013. Parliamo di debiti verso artigiani, commercianti, verso le cooperative, così come ci sono pendenze veramente alte pure con EnelSole (ndr: energia elettrica della pubblica illuminazione). Adesso avremo un mutuo trentennale, al tasso fisso dell’1,29%.»

Di quanti milioni si parla?

«I mutui sono due: uno era per i debiti certi ed esigibili maturati con le società partecipate. I debiti venivano principalmente dalla passata amministrazione, con l’ATO Ambiente, quindi con Kalat Ambiente. Circa 600,000 euro che sono già stati erogati dalla Cassa depositi e prestiti, e stiamo provvedendo a fare i mandati di pagamento alle società partecipate. L’altro mutuo, quello più “grosso”, è di circa 2 milioni e 200 mila euro. Abbiamo fatto l’istanza, e la somma ci è stata accordata tutta, cosa che nella passata amministrazione non era avvenuta (la passata amministrazione chiese 700,000 euro, ne arrivarono 300,000). Siamo nell’attesa dell’erogazione delle somme, tra questa e la prossima settimana, e poi provvederemo al pagamento alle ditte.»

Come mai avete preso questa decisione?

«L’operazione a mio parere ha due aspetti positivi, e uno negativo. Quello negativo è che per far fronte a delle spese fatte, siamo stati costretti a fare un mutuo, quindi dovremmo restituire, sì con interessi bassi, fuori mercato, ma li dovremmo restituire negli anni. L’aspetto positivo è che molte imprese che erano in sofferenza, e avevano minacciato il comune di fare decreto ingiuntivo, creando un grosso problema al Comune, che avrebbe dovuto sobbarcarsi tante spese legali e gli interesse moratori che sono del 7-8%, avrebbe dovuto subire diversi pignoramenti ed arrivare anche al dissesto finanziario.»

Quindi per evitare il dissesto, siamo arrivati alla richiesta di mutui

«Sì, anche perché l’altra speranza che abbiamo è che, mettendo altro denaro in circolo, visto che va ad alimentare le nostre imprese, potrebbe esserci un po’ di sollievo per la comunità. Più di 1 milione di euro andrà in circolo nel nostro tessuto economico.»

La mia perplessità principale è questa: come si deve rientrare da questo mutuo? Avete un piano?

«A un interesse così basso siamo a poco più di 100,000 euro annuali da pagare. La macchina amministrativa nel frattempo non si blocca, abbiamo contratto il più possibile la spesa anche prendendoci qualche critica in più se in qualche strada c’è l’erba, o qualche buco nell’asfalto, abbiamo però garantito i servizi indispensabili».

Chiariamo questa voce della tassa sugli affittuari.

«Bisogna fare un passo indietro, molti non hanno capito che lo Stato ha imposto un nuovo regime tributario, la IUC, composta da tre rami: IMU, che già esisteva, TARI, la tassa sui rifiuti, la TASI, la tassa sui servizi indivisibili, quest’ultima realmente va a sanare un mancato gettito dovuto a una scelta del governo Letta, che tolse la IMU convenzionale. La legge dà la possibilità che, in caso di un locale affittato regolarmente, il 30% di questo tributo venga caricato all’affittuario.»

Per concludere, cosa si sente di dire ai cittadini che sono impauriti da questo mutuo, e dalle possibili conseguenze che potrebbe avere?

 

«E’ una spesa che viene assorbita. Abbiamo un bilancio di quasi 10 milioni di euro annuali, non sono i 100,000 euro annuali che daranno problemi. Dobbiamo razionalizzare ancora la spesa, però, cercare di fare una attenta campagna di recupero dell’evasione, in modo di non gravare con i tributi sempre gli stessi, ma cercare di ampliare il più possibile la base del contribuente in modo da abbassare la pressione fiscale. Per questo abbiamo in mente di fare una tax force, tutta interna, sulla falsa riga della Tributi italia, con il legale del Comune, il responsabile di ragioneria, e creeremo una serie di professionisti per recuperare l’evasione fiscale, questa volta però, faremo tutto internamente.»

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