Chiesa di Sant’Anna

Ai tempi di Occhiolà non esisteva nessuna chiesa intitolata a S. Anna, bensì una chiesa dedicata a S. Venera, che si trovava nel centro dell’abitato a qualche centinaio di metri dalla Chiesa S. Leonardo. La chiesa era di piccole dimensioni, secondo lo studioso Angelo Amato era la più ricca di arredamenti sacri e aveva tanti quadri, di cui due sono conservati a Grammichele proprio nella Chiesa di S. Anna: la Sacra famiglia con S. Anna e S. Gioacchino e la Madonna Odigitria o d’Itria.

La Chiesa dà su corso Cavour e la sua facciata fu ultimata nel 1774, come riferisce Giuseppe Orrigo. Inizialmente fu detta di Nostra signora d’Itria e poi dedicata a S. Anna. Gli affreschi furono completati nel 1782 ad opera del pittore palermitano Bernardo Bongiovanni.

Entrando nella chiesa si trova a destra l’altare dedicato a San Biagio, poi quello dedicato a San Luigi Gonzaga, quindi quello dedicato a Maria SS. ma d’Itria; a sinistra l’altare di San Silvestro Papa, poi quello dedicato a SS.mo Crocifisso, o Anime Purganti.

Nella chiesa si trovano le statue di Sant’Anna e Bambina, del Patriarca San Gioacchino, di San Biagio vescovo e martire e di San Luigi Gonzaga.

La chiesa possedeva un bel quadro di Sant’Anna, di cui si sconosce l’autore e l’epoca; il quadro fu volontariamente e gratuitamente restaurato nell’anno 1884, reggente procuratore il sac. Giacomo Vacirca dal valente pittore Natale Attanasio.

chiesa sant'anna grammichele

La chiesa di Sant’Anna dopo la sua costruzione ha subito vari restauri: nell’anno 1881 furono restaurate le tettoie, gli archi della cupoletta e i muri, nell’anno 1884 fu fusa la campana media da Nicolaus Salvatori, nello stesso anno altra piccola campana fu fusa da Francesco Gerbino, nel 1975 dopo il terremoto, che tra l’altro aveva causato la caduta in strada della campana grande, si sostituì la vecchia pavimentazione a rombi di “scaglietta” con l’attuale pavimentazione in granito con tappeto centrale.

Superata la robusta porta di mogano, si ha una visione panoramica dell’unica navata, composta probabilmente nel 1782.

Nella parete sinistra, di fronte alla statua di S. Biagio, c’è una grande tela ad olio, rappresentante la “Deposizione di Cristo dalla croce” di ignoto autore probabilmente della seconda metà del 700.

Nei riquadri delle pareti laterali del transetto sono poste due grandi tele ad olio, secondo gli esperti dipinte nel seicento o nei primi del settecento da primi pittori siciliani non ancora esattamente identificati. A destra c’è una Sacra Famiglia con S. Anna e S. Gioacchino, a sinistra c’è invece l’antica Madonna dell’Idria, la Madonna Odigitria. Il quadro certamente proviene da Occhiolà, dove già nel 1688 è documentata l’esistenza di un altare dedicato alla Madonna Odigitria.

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