Perché la giornata internazionale del libro ci riguarda tutti?

Il 23 aprile si celebra la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore indetta dalla conferenza generale dell’Unesco. La scelta della data è simbolica e di grande effetto. Il 23 aprile 1616, sono morti tre giganti della letteratura mondiale come Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso Inca de la Vega.

Ovviamente il 23 aprile non è importante solo per ricordare questi 3 grandi della letteratura, ma principalmente per promuovere la lettura.

Negli anni con l’avvento delle TV prima e di internet dopo, la lettura è diventata sempre più secondaria nelle vite di tutti con il conseguente impoverimento culturale della popolazione.

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La lettura in pandemia

Questo periodo pandemico avrebbe in realtà aiutato il mercato editoriale a crescere. Nell’anno della pandemia, l’editoria “di varia” in Italia è cresciuta (a valore) del 2,4%. Si tratta di una delle migliori performance a livello europeo. Sono cresciuti inoltre del 37% gli ebook e del +94% gli audiolibri.

Questi dati testimoniano una crescita degli acquisti, ma sappiamo benissimo che comprare un libro non vuole dire per forza leggerlo. Nel vecchio continente, la media giornaliera del tempo dedicato alla lettura va da 2 a 13 minuti. I migliori risultati sono stati registrati nei paesi dell’Est (13 minuti in Estonia, 12 in Polonia, 10 in Ungheria) e in Finlandia (12 minuti).

Gli italiani, che leggono in media 5 minuti al giorno, sono al penultimo posto della classifica insieme ad Austria e Romania. Ad aggiudicarsi la maglia nera sono i francesi con 2 minuti al giorno.

Dall’indagine condotta da Pepe Research sulle abitudini e i consumi degli italiani durante i primi mesi dell’emergenza sanitaria è emerso un ulteriore dato preoccupante. Tra le 19 attività monitorate, la lettura si colloca tra l’undicesimo e il sedicesimo posto per tempo dedicato. Questo conferma la percezione della lettura in Italia come un’attività poco attraente, faticosa e superflua.

La strada da fare è tanta

C’è veramente tanta strada da percorrere per tornare ai livelli di qualche decennio fa, in questo una grossa mano la stanno dando le nuove tecnologie.

Negli ultimi anni stanno infatti proliferando delle figure diverse di influencer. Si fanno chiamare bookinfluencer o booktuber, sono ragazzi che amano i libri e li presentano ai loro fan e agli iscritti ai loro canali con delle recensioni particolari.
Aiutano a far parlare di libri e metterli in tendenza sulle varie piattaforme con live streaming dedicate a generi, organizzando dei gruppi di lettura in cui decine di migliaia di persone acquistano un libro, lo leggono, e ne discutono su Youtube o su Telegram.

È il caso della catanese Ilenia Zodiaco, che ha fatto scoprire a tantissimi giovani i grandi maestri della Letteratura Russa, con un programma annuale dedicato a Dostoevskij, Tolstoj, Cechov e Bulgakov.

L’impatto della bookinfluencer è stato così grosso che per diversi mesi “Anna Karenina” di Lev Tolstoj (pubblicato nel lontano 1877) è stato introvabile su tutti i siti che vendono libri online.

Abbiamo accennato anche alla fragorosa crescita degli audiolibri.
Due piattaforme in Italia si occupano della distribuzione di questo strumento molto in voga: Audible (legata ad Amazon) e Storytel. Con un semplice abbonamento mensile, l’utente ha accesso ad una libreria virtuale sterminata (più di 60.000 titoli a testa) in continuo aggiornamento, può scegliere il suo libro ed ascoltarlo in libertà, magari proprio mentre è occupato a svolgere altre attività durante la giornata.

La sensazione di poter ascoltare un libro in tutte le occasioni della giornata e soprattutto di poterne provare tanti ad un prezzo contenuto è la vera formula del successo. Certo, ascoltare un libro non è come leggerlo, ma è un’attività che aiuta, un passo di avvicinamento ulteriore.

Il libro a Grammichele

È stata un anno di svolta nel nostro circondario. Dopo anni Grammichele è tornata ad avere una libreria. Si chiama Book Back, e presenta principalmente libri usati. Gli appassionati della città hanno accolto l’iniziativa con piacere, in attesa che la situazione epidemiologica migliori e si potranno organizzare eventi che possano mettere al centro di tutto la passione per i libri, la neonata libreria sita in via Vittorio Veneto è un piccolo gioiello da visitare con frequenza.

All’inizio dell’estate 2020 è arrivata un’altra bella notizia per la città. Grammichele ha ottenuto il riconoscimento della qualifica di Città che legge, premiata le varie attività di promozione della lettura sul proprio territorio svolte con continuità. La qualifica viene riconosciuta, dal “Centro per il libro e la lettura” e dall'”Associazione Nazionale Comuni Italiani”, ad alcune città italiane impegnate che attuano, sul proprio territorio, politiche pubbliche di promozione della lettura, come valore riconosciuto e condiviso.

Infine il 2020 è stato proficuo anche dal punto di vista della produzione letteraria. Un nostro concittadino, Marco Pitrella, ha infatti dedicato il suo primo libro alla passione per la musica, in particolare alla leggendaria figura di John Lennon, il compositore e cantante dei Beatles. Abbiamo avuto il piacere di parlare di “John Lennon e me” direttamente con l’autore nell’approfondimento che trovate già sul sito.

Nelle prossime settimane, invece, diverse saranno le iniziative culturali che avranno la promozione della letteratura al centro di tutto, soprattutto nella zona del calatino e del catanese. È infatti in arrivo il Maggio dei Libri , una campagna nazionale che invita a portare i libri e la lettura anche in contesti diversi da quelli tradizionali, per intercettare coloro che solitamente non leggono ma che possono essere incuriositi se stimolati nel modo giusto. Tutti possono contribuire organizzando iniziative che si svolgano fra il 23 aprile e il 31 maggio e registrandole nella banca dati della campagna, sul sito ufficiale.

Su tutte le iniziative segnaliamo il Catania Book Festival, che nei giorni 21-22-23 maggio vedrà la città etnea coinvolta in una serie di incontri coinvolgendo autori, lettori ed editori.

Perché la giornata internazionale del libro ci riguarda tutti?

Non è solo una questione di apprendimento. Leggere un libro è un’esperienza che semplicemente fa bene alla nostra mente e al nostro corpo. E da esperienza, appunto, da episodio sporadico, è importante che diventi un’abitudine per più persone possibili.

Leggere è una formidabile arma anti-stress. Anche in questo caso ci viene in aiuto la scienza: stando a uno studio dell’Università del Sussex (Regno Unito), leggere un libro o un giornale in silenzio per soli sei minuti rallenta la frequenza cardiaca e la tensione muscolare, abbassando i livelli di stress del 68%, superando in questo altre attività, come passeggiare (42%), sorseggiare un tè (54%) o ascoltare musica (61%).

Ovviamente leggere aiuta ad essere più creativi, a migliorare nella comprensione degli stati d’animo e le emozioni altrui, a combattere le perdite di memoria, e soprattutto a migliorare la capacità di concentrazione. In un mondo che va sempre più veloce, governato dalle leggi dei messaggi veloci ed effimeri, quando ci si trova davanti a un libro siamo costretti a focalizzarci totalmente, evitando distrazioni e aumentando così il livello di attenzione

Diffondere la lettura è un dovere di tutti. Principalmente dei lettori più assidui. Quante volte vi è capitato di sentire un amico che si giustifica dicendo: “Vorrei leggere… ma non ho mai tempo!“?

Partite da questo momento, non assecondatelo, non attaccatelo, ma aiutatelo a ragionare. Chiedetegli di prendere il suo smartphone, e di cercare fra le impostazioni quanto tempo della sua giornata utilizza per stare davanti a quello schermo.
È probabile che il dato oscilli fra le 2,5 e le 3,7 ore giornaliere…la maggior parte delle quali passate a scrollare lo schermo sui social.

A questo punto la risposta all’affermazione di prima è banale e lapalissiana. Il tempo che non trovava è già a sua disposizione.

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