Grammichele, sportello SIE: code interminabili e disagi per i cittadini

Lo sportello della SIE (Servizi Idrici Etnei) di Grammichele, aperto solo il martedì mattina dalle 9:00 alle 12:30, non riesce più a sostenere la crescente mole di utenti che vi si rivolgono per chiarimenti e contestazioni sulle bollette dell’acqua.

La limitata fascia oraria settimanale genera code interminabili e malcontento diffuso tra i cittadini, molti dei quali lamentano l’impossibilità di ricevere assistenza adeguata in tempi ragionevoli. “È un servizio fondamentale, ma così organizzato diventa quasi inaccessibile”, commentano alcuni utenti in fila.

La situazione appare ancor più critica se paragonata ad altri comuni del Calatino. Caltagirone, ad esempio, garantisce l’apertura dello sportello praticamente tutti i giorni, mattina e pomeriggio, offrendo un servizio costante. Anche negli altri centri più piccoli del calatino, come Mineo, Vizzini o San Michele di Ganzaria, la disponibilità si riduce a mezza giornata a settimana, nonostante si tratti di comunità con migliaia di cittadini che pagano regolarmente le tasse e hanno lo stesso diritto a ricevere chiarimenti puntuali.

Così, per chi vive a Grammichele e in altri paesi simili, basta un disguido o un dubbio su una bolletta per dover attendere fino a una settimana prima di poter parlare con un operatore. Le richieste si accumulano in poche ore, gli uffici risultano sovraccarichi e non tutti riescono a essere ricevuti nello stesso giorno, costringendo molti utenti a tornare più volte.

Dal territorio cresce la richiesta di un intervento della SIE per potenziare gli orari di apertura o introdurre ulteriori canali di contatto, così da rendere più accessibile e funzionale un servizio che resta essenziale per i cittadini.

Il quadro è stato reso ancora più evidente da un avviso affisso all’ingresso dell’ufficio, che ricorda le regole di accesso: niente liste di nomi lasciate fuori dalla porta e consegna dei numeri esclusivamente alle 9:30, in ordine di arrivo. Un provvedimento che, se da un lato vuole garantire trasparenza, dall’altro mostra tutta la fragilità del servizio: i cittadini, esasperati dall’attesa, cercavano già di auto-organizzarsi con liste informali per mantenere un minimo di ordine.

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