ANPR: assente Grammichele, ma perché?

Il 15 novembre scorso il Presidente Sergio Mattarella ha potuto stampare, in tutta autonomia dal proprio PC, uno dei 14 certificati anagrafici disponibili sul portale governativo (www.anagrafenazionale.interno.it).

E’ la naturale conclusione di un progetto, l’ANPR (Anagrafe Nazionale Popolazione Residente), che ha consentito di unificare, su un’unica piattaforma digitale, tutte le informazioni anagrafiche di ogni cittadino italiano residente sul territorio nazionale.

Il progetto, con la consulenza della SOGEI, è partito nell’autunno del 2016 quando il primo comune, fra i venti individuati come pilota, ha avuto accesso nella piattaforma nazionale. Si tratta del comune di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna, che il 21 ottobre del 2016 entra infatti nell’ANPR.

Da allora tutti i comuni d’Italia (7.903) si sono attrezzati per fare il loro ingresso nel portale nazionale prima del 15 novembre 2021, data di entrata in funzione del servizio. Purtroppo non tutti sono riusciti, e si apprende dal portale del governo che 7.822 comuni risultano presenti in ANPR, 43 hanno già pianificato una prossima data d’ingresso e soltanto 38 non sono presenti.

Dei 38 comuni ritardatari 3 sono siciliani e precisamente San Teodoro in provincia di Messina, Centuripe in provincia di Enna e Grammichele in provincia di Catania.

La presenza della nostra cittadina nella lista dei “cattivi” impedisce di fatto ai residenti di usufruire dei servizi dell’ANPR e del conseguente risparmio di tempo (niente più file agli sportelli) e di denaro (i 14 certificati attualmente disponibili sono gratuiti) e ha destato sorpresa nei cittadini grammichelesi.

La redazione, per appurare le cause di tale incredibile ritardo, ha  intervistato il dott. Filippo Sileci che è stato Responsabile dei Servizi Demografici del comune di Grammichele dal maggio 2018 al marzo 2019.

L’incarico di  Ufficiale di Stato Civile, di Anagrafe e dei Servizi Elettorali mi era stato conferito il 2 maggio 2018. Tengo a precisare che non era stata avanzata da parte del sottoscritto, nessuna richiesta al riguardo e che l’iniziativa era stata assunta autonomamente dal sindaco dell’epoca e dall’assessore ai Servizi Sociali. In pieno spirito di servizio e nell’interesse dell’amministrazione ho accettato l’incarico e, continuando a svolgere il ruolo di Coordinatore dell’Asilo Nido, mi sono impegnato con serietà e dedizione nello svolgimento dei nuovi  compiti istituzionali. Negli 11 mesi successivi ho rimesso in sesto un servizio delicatissimo, ho riformato pratiche organizzative inefficaci ed obsolete, ho costruito collaborazioni con i patronati locali. La mia presenza ed il mio impegno hanno prodotto un sostanziale miglioramento della produttività dei tre servizi (stato civile, anagrafe, elettorale), costruendo un’efficace interfaccia tra le tre aree,  valorizzando l’operato delle colleghe che risposero con entusiasmo e grande senso di responsabilità, raggiungendo elevati livelli prestazionali e perseguendo rilevanti obiettivi, quale per esempio, il rilascio della carta di identità in formato elettronico. Naturalmente, fra gli obiettivi da raggiungere c’era anche l’ingresso nell’ANPR. La maggior parte dei comuni d’Italia facevano a gara per essere inseriti nella piattaforma nazionale, anche in considerazione degli incentivi economici previsti per quelli che raggiungevano l’obiettivo. Per il comune di Grammichele il riconoscimento economico previsto era di  € 3.400, e certo non era mia intenzione perdere il finanziamento. Avevo già assunto le informazioni necessarie ed ero prossimo all’avvio delle procedure, quando improvvisamente e senza motivazione alcuna (sto ancora aspettando che qualcuno mi spieghi) sono stato sollevato dall’incarico il 31 marzo 2019. Da allora non ho più avuto alcuna informazione sullo stato dell’iter “.

La nostra redazione, da indiscrezioni ricevute è venuta a conoscenza che la motivazione dei ritardi è di natura economica: giace da qualche mese una determinazione dirigenziale finalizzata alla conclusione dell’iter che tuttavia non viene vistata dai servizi di ragioneria per mancanza di fondi sui capitoli di bilancio. La cifra indicata, si aggirerebbe fra i 2000 e i 3000 €, comunque al di sotto del contributo stabilito dello stato.

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