Nasce a Grammichele il primo ciclo di incontri di Libroterapia

Grazie alla collaborazione di Carmen Settanta, di Book Back Libreria, e Daniele Modica, psicologo, nasce a Grammichele il primo ciclo di incontri di Libroterapia.

Il 3 dicembre alle ore 18.00 presso Book Back Libreria, via Vittorio Veneto 108 B, Carmen e Daniele presenteranno, a tutti coloro che saranno presenti, la Libroterapia.libroterapia

La nostra redazione ha avuto il piacere di incontrare gli organizzatori per conoscere questo meglio questo progetto, intervistando Carmen e Daniele.

A Carmen abbiamo chiesto: Da dove nasce l’idea di creare un ciclo di incontri di libro terapia a Grammichele?

Creare un ciclo di incontri di Libroterapia nel mio paese è un desiderio che ho da circa due anni, ovvero da quando ne ho piacevolmente seguito uno a Ragusa presso la storica Libreria Flaccavento. Eravamo un piccolo gruppo di sei persone tutte molto diverse, sia in termini di carattere, che di età e di interessi professionali. Ciò nonostante, durante l’intero percorso (fatto in parte di presenza e in parte online a causa del Covid), è stato arricchente constatare come il comune amore per la lettura e per i libri ci permetteva di creare un confronto sano, armonioso e stimolante. Infatti, partendo dalle riflessioni che il libro letto ci aveva suscitato, riuscivamo a parlare spontaneamente di noi stessi, ad aprirci anche a critiche costruttive, e a condividere tutto ciò che di personale ci andava di esprimere.

Eravamo un gruppo, un porto sicuro, dove una volta al mese ci raccontavamo, lasciandoci guidare dal potere del libro e dalla professionalità, e oserei dire delicata conduzione, della psicologa.

A Grammichele le possibilità di creare gruppi informali, dove socializzare ed essere se stessi, non sono molte, mentre l’esigenza di parteciparvi e di sentirsi parte di qualcosa di speciale è molto viva, sia nelle donne che negli uomini, a prescindere dalle età, dal lavoro o altro.

 Quindi perché non crearne l’opportunità?

Inoltre grazie a Daniele, che ha subito compreso l’importanza di questo mio desiderio, potremo finalmente non solo ritagliarci qualche ora al mese da trascorrere insieme, ma anche concederci un po’ di magiche ore da soli, immersi nella lettura di un buon libro.”

Di nuovo a Carmen: Cosa rappresentano per te i libri?

“Beh, seppur ormai io abbia aperto una piccola libreria, di certo non penserò mai ai libri come un oggetto di lavoro. Per me un libro è sempre stato l’unico accesso a tutti quei mondi, diversi dal mio, altrimenti inaccessibili.

Cito una rinomata frase di Umberto Eco:

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni (…) perché la lettura è un’immortalità all’indietro”.

Questo è esattamente quello che penso, in effetti nessuno può fare tutte le esperienze, i viaggi, vivere tutti gli amori che desidera, andare all’avventura, nessuno può materialmente andare nel passato o nel futuro.

Invece, grazie a un buon libro, è possibile viaggiare nel tempo e nello spazio, nonché emozionarsi con storie d’amore o grandi tragedie, fare parte di culture diverse, ma soprattutto un libro ci consente di lavorare e migliorare il nostro livello di empatia, di ampliare la nostra cultura, di sfuggire dalla routine quotidiana, di trovare le risposte ai nostri dilemmi; insomma ci rende persone migliori!

Senza pensare all’enorme stimolo, e aiuto, che un libro rappresenta per i bambini in fase di crescita e per gli adolescente in piena crisi sempre in cerca di risposte.

Per me ogni libro è un “oggetto sacro”, perché custodisce il messaggio perfetto che giunge al lettore sempre nel momento perfetto.

Certo amo anch’io la tecnologia, di conseguenza ascolto anch’io gli audio libri e ogni tanto leggo qualche ebook, ma posso asserire fermamente che un libro cartaceo ha sempre una marcia in piu! È un amico prezioso da proteggere, ammirare, custodire e perché no, anche da sfoggiare in bellissime librerie ben fornite e curate. Mi piace pensare simpaticamente che esso snobbi tutte le sue “brutte copie”, perché sa di essere prezioso, e soprattutto non ne teme la loro concorrenza, ne si sente minacciato! Per questo credo che le librerie non smetteranno mai di esistere.

Quindi per me i libri saranno sempre il mio rifugio personale dove recarmi a cercare saggi consigli intrappolati tra le pagine, saranno i miei rimedi curativi prediletti, una sorta di medicina universale per tutti i malanni”.

Abbiamo chiesto a Daniele: Cos’è la libroterapia?

“Già nell’antica Grecia si pensava che la lettura potesse avere effetti lenitivi e benefici sulla mente e sul corpo degli esseri umani.

La libroterapia è una tecnica, o disciplina, che si occupa di trattare alcune difficoltà (legate soprattutto alla sfera psicologica) tramite la lettura e la condivisione di aspetti emotivi, con lo psicologo o con un gruppo di persone che hanno in comune l’esperienza.

Serve a passare dall’esperienza individuale del paziente (quindi al racconto delle proprie problematiche), al racconto di un’esperienza (che è quella della lettura di un testo).

Un buon libro spesso è un modo che ci consente non solo di apprendere emozioni, ma anche di sperimentarle, in quanto spesso rileggiamo i nostri conflitti tra le righe di quel testo.

La “libroterapia” permette, attraverso la lettura di un libro, di viaggiare dentro le proprie emozioni, prendendosi cura di se stessi. Attraverso la lettura e la condivisione con altri del senso personale che abbiamo sperimentato, possiamo attivare una relazione curativa.

In questo senso il libro diventa “un luogo altro” da cui trarre emozioni e condividere esperienze; leggere, quindi, non sarà più un semplice passatempo, ma diventa un momento di vera e propria cura dell’anima”.

Di nuovo a Daniele: Quali sono i temi trattati e perché sono stati scelti proprio questi?

“Ho previsto cinque incontri, che non hanno la pretesa di raccogliere tutte le dinamiche umane, ma che considerano alcuni degli aspetti che più struggono le persone in questo ultimo decennio.

Non si vuole peccare di presunzione, ma la scelta nasce anche dalla mia esperienza clinica, dall’incontro con l’altro, dalla condivisione emotiva di racconti di vita che mi hanno portato a scegliere queste tematiche. Ciò non toglie che altre ne possono essere scelte ed individuate dagli stessi partecipanti al percorso di libro terapia, perché tutto nasce dalla propria esperienza, dalla propria storia.

Leggeremo quindi libri che riguarderanno il tema della “Relazione” intesa in termini di legami umani, del “Cambiamento”, della “Perdita” in generale il lutto e i suoi significati, la “Sessualità” che si connette al tema della Relazione, e per ultimo la “Fiducia in se stessi”, attinente al concetto di autostima, spesso messa in discussione dalla società in cui ci troviamo, e al tema del cambiamento ad esso connesso.

Mi piace pensare che come dice la scrittrice Susanna Tamaro “leggere, in fondo, non vuol dire altro che creare un piccolo giardino all’interno della nostra memoria”, e le emozioni in essa contenute, hanno bisogno di uno spazio per venire fuori, condividerle e ridefinirne i contenuti.”

Ricordiamo che il ciclo di incontri sarà gestito in base alle esigenze di quanti vorranno partecipare e che sarà possibile attivare il ciclo o nelle ore mattutine o nelle ore serali o creare contemporaneamente più cicli di incontri al fine di garantire la presenza di tutti gli interessanti.

 

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