In ricordo di Pippo Fava, ucciso dalla mafia il 5 gennaio 1984

Era la sera del 5 gennaio del 1984 quando un agguato da parte di Cosa nostra uccise Giuseppe Fava davanti l’ingresso del teatro Verga di Catania. Fava si trovava lì in occasione di una spettacolo della nipote che lui stesso aveva scritto, ma non ebbe il tempo di assistere alla performance poiché 5 proiettili lo colpirono alla nuca.

Giuseppe Fava

Giuseppe Fava fu scrittore, giornalista e fondatore del mensile “I siciliani”. Nacque a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, nel 1925; si laureò in Giurisprudenza e divenne giornalista professionista collaborando con diverse testate, sia locali che nazionali. Nei suoi articoli si occupò di vari argomenti dal cinema al calcio, ma i suoi lavori più importanti furono le interviste ad alcuni boss di Cosa nostra; scrisse anche per il teatro e diversi romanzi come “La violenza”, “Gente di rispetto” e “Passione di Michele”. Impegnato nella lotta contro la mafia, in più occasioni si era esposto lanciando con coraggio accuse ai vari membri mafiosi e svelando oscuri intrecci tra membri della politica e quelli della mafia, inoltre mostrò la sua avversione all’installazione di una base missilistica a Comiso.

Alla sua morte inizialmente si pensò ad un delitto passionale sia da parte della polizia che della stampa, solo dopo anni di indagini, nel 2003, si è ottenuta una sentenza che incrimina Nitto Santapaola, il mandante, e il nipote Aldo Ercolano come esecutore materiale dell’omicidio Fava, condannati all’ergastolo.

La Fondazione Giuseppe Fava in occasione della ricorrenza dell’anniversario di morte lo ricorda con l’assegnazione del Premio nazionale giornalistico a lui intitolato «Nient’altro che la verità. Scritture e immagini contro le mafie». I vincitori dell’edizione 2022 sono Attilio Bolzoni, Tuccio Pappalardo e Paolo Biondani che parteciperanno al dibattito che si svolgerà oggi alle ore 18.00 al Piccolo Teatro di via Ciccaglione, a Catania, moderato da Claudio Fava dal titolo “Menzogne d’autore: il giornalismo d’inchiesta tra servizi, silenzi e depistaggi”. L’ingresso sarà regolato in base alle disposizioni vigenti e consentito solo ai possessori del super Green pass.

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