Servizio idrico, l’ATI verso lo scontro con SIE: sotto osservazione anche l’acquedotto Maguli che serve Grammichele

Il 30 giugno i sindaci dell’ambito catanese saranno chiamati a votare la proposta di scioglimento del contratto con Servizi Idrici Etnei. L’ATI contesta gravi inadempienze, il mancato rispetto del cronoprogramma e il rischio di perdere circa 21 milioni di euro di finanziamenti pubblici. Tra i nodi anche la gestione dell’acquedotto intercomunale Maguli, da cui dipendono Caltagirone, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarrone e Mineo.

Una decisione attesa il 30 giugno

Il futuro della gestione del Servizio idrico integrato nella provincia di Catania potrebbe arrivare a un passaggio decisivo martedì 30 giugno 2026, quando l’Assemblea territoriale idrica sarà chiamata a pronunciarsi sulla proposta di scioglimento del contratto con SIE, Servizi Idrici Etnei.

La società mista pubblico-privata, al centro da anni della complessa vicenda della gestione di acqua, fognature e depurazione nei Comuni del Catanese, viene accusata dall’ATI di gravi inadempienze. La proposta, già approvata all’unanimità dal consiglio direttivo dell’Assemblea, sarà ora sottoposta al voto dei sindaci dell’ambito.

Non si tratta soltanto di uno scontro amministrativo. La decisione potrebbe incidere direttamente sulla qualità del servizio, sugli investimenti nelle reti idriche, sulla gestione degli impianti e sul futuro delle bollette pagate dagli utenti.

Il caso dell’acquedotto Maguli

Tra i punti contestati dall’ATI c’è anche il mancato avvio delle attività per il trasferimento della gestione dell’acquedotto intercomunale Maguli.

È un passaggio particolarmente rilevante per il territorio del Calatino, perché il Maguli serve i Comuni di Caltagirone, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarrone e Mineo.

Secondo quanto riportato nella proposta di delibera, SIE non avrebbe rispettato il cronoprogramma sottoscritto nel settembre 2024 e non sarebbe subentrata in diverse gestioni già affidate a soggetti pubblici e privati. Una situazione che, per l’ATI, avrebbe di fatto bloccato il percorso verso il gestore unico del servizio idrico nell’ambito catanese.

Le accuse dell’ATI: gestione ferma e servizi insufficienti

Il consiglio direttivo dell’ATI sostiene che la condotta di SIE avrebbe paralizzato l’attuazione del Servizio idrico integrato. La società, secondo l’ente d’ambito, non avrebbe garantito il pieno subentro nelle gestioni previste, non avrebbe assicurato adeguati interventi di manutenzione straordinaria e non avrebbe organizzato presidi territoriali sufficienti per accompagnare gli utenti nel passaggio dalla gestione comunale alla nuova gestione integrata.

Nel documento vengono richiamate anche criticità legate alla fatturazione. L’ATI contesta l’invio di numerose bollette ritenute prive dei requisiti necessari per una corretta ricostruzione dei calcoli tariffari, con conseguenti tensioni tra cittadini, Comuni e gestore.

Un ulteriore fronte riguarda la depurazione. Secondo l’Assemblea territoriale idrica, SIE non avrebbe preso in carico alcuni impianti e non avrebbe predisposto in tempo gli atti necessari per gli interventi di adeguamento e per le autorizzazioni allo scarico.

A rischio circa 21 milioni di euro

Uno degli aspetti più delicati riguarda i finanziamenti pubblici. L’ATI attribuisce alla mancata operatività del gestore il rischio di perdere complessivamente circa 21 milioni di euro.

Nel dettaglio, si parla di circa 5 milioni di euro legati a interventi su depuratori e reti fognarie, con scadenze ormai ravvicinate, e di altri 16.899.026 euro destinati alla riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua.

La perdita di queste risorse avrebbe conseguenze pesanti: meno investimenti sulle infrastrutture, ritardi negli interventi programmati e possibili ricadute future sui costi del servizio.

Nessuna interruzione immediata del servizio

La proposta non prevede l’interruzione del servizio idrico nei Comuni in cui SIE è già subentrata. Al contrario, l’ATI intende imporre alla società di continuare a garantire la gestione nelle aree già acquisite fino a nuova disposizione.

Questo punto è essenziale per i cittadini: la vicenda riguarda il futuro amministrativo e industriale della gestione dell’acqua, non un blocco immediato dell’erogazione.

Resta però aperta la questione più importante: chi dovrà garantire nei prossimi anni un servizio efficiente, investimenti sulle reti e una gestione chiara dei rapporti con gli utenti?

Una vicenda lunga vent’anni

Il caso SIE non nasce oggi. La convenzione originaria risale al 2005 e da allora la gestione del servizio idrico nel Catanese è rimasta al centro di un lungo contenzioso, tra ricorsi, sentenze, accordi, nuove convenzioni e tentativi di superare lo stallo.

Nel 2024 sembrava essersi aperta una nuova fase, con la sottoscrizione di una nuova convenzione e di un nuovo cronoprogramma. Secondo l’ATI, però, quel percorso non avrebbe prodotto i risultati attesi.

La seduta del 30 giugno diventa quindi un passaggio cruciale. Se l’Assemblea voterà lo scioglimento del contratto, si aprirà una nuova fase amministrativa e probabilmente anche giudiziaria. Se invece la proposta non dovesse passare, resterà comunque il nodo di una gestione che, secondo diversi Comuni, non è ancora riuscita a garantire pienamente il modello del gestore unico.

Cosa cambia per Grammichele

Per Grammichele la questione va seguita con attenzione soprattutto per il riferimento all’acquedotto Maguli e per le possibili ricadute sugli investimenti idrici del territorio.

Il tema non riguarda solo la governance tra ATI e SIE, ma la capacità concreta di assicurare reti efficienti, meno dispersioni, manutenzioni adeguate, depurazione funzionante e rapporti più chiari con gli utenti.

Il voto del 30 giugno non chiuderà automaticamente una storia iniziata oltre vent’anni fa. Potrebbe però segnare uno spartiacque nella gestione dell’acqua in provincia di Catania e, di conseguenza, anche nei Comuni del Calatino.

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One comment to “Servizio idrico, l’ATI verso lo scontro con SIE: sotto osservazione anche l’acquedotto Maguli che serve Grammichele”
  1. negli anni 2013 quando l e,a,s l ente acquedotti siciliani che gestiva pure i pozzi di maguli che danno acqua a tanti comuni del nostro circondario e stato sciolto per fallimeno la regione ha dato incarico al sindaco poi sfiduciato canzoniere e al sindaco bonanno di caltagirone di consorziare fra i comuni xke la regione siciliana non poteva gestirlo , lavoro che canzoniere , bonanno e sindaci vicini iniziarono e pareva positivamente e sarebbe stata bella cosa per grammichele che finalmente avremmo risolto la potabilita della nostra acqua aggiungentovi una partu in piu attinta da maguli . poi con la sfiducia di canzoniere la cosa sfumo xke lamministrazione che segui coi pentastellati abbandono il progettodando tutto in mani al sindaco ioppolo che passo in mano s,i,e e noi perdemmo quella preziosa occasione di avere ottima acqua nelle nostre condutture che fu peggiorata dai pendastellati col sindaco purpora che con la s.i.e. la inquinarono completamente aggiungento alle nostre condutture l acqua schifosa del pozzo di pietra nera dai pendastellati restaurato e rimesso in atto con le conseguenze che seguono e se abbiamo acqua non potabile e schifosa grammichele deve ringraziare di cuore l amministrazione purpora e la s.i.e che se va bene domani 30 giugno le sara revocato l affido togliendo questa croce di malservizio e gravosa alle tasche degli utenti fatelo sapere questo

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