Consiglio comunale, dai debiti pregressi ai cantieri del PNRR: in aula il confronto di fine mandato

Con le elezioni amministrative ormai all’orizzonte, la discussione sulla relazione annuale del sindaco relativa al 2025 si è trasformata, nella seduta del Consiglio comunale di martedì 3 novembre, in un vero e proprio bilancio di fine consiliatura. Sotto la presidenza di Renzo Giandinoto, il confronto d’aula ha messo in luce le due letture contrapposte che accompagneranno la città verso il voto: da un lato la rivendicazione dell’esecutivo guidato da Giuseppe Greco, che difende la scelta di aver sacrificato la spesa corrente e le manutenzioni per pagare i debiti pregressi ed evitare il dissesto finanziario, puntando al contempo sui bandi esterni per le opere pubbliche; dall’altro i rilievi dell’opposizione, rappresentata in aula dagli interventi di Salvatore Li Rosi, che ha posto l’accento sulla mancanza di una valutazione reale sull’impatto economico e sociale dei progetti del PNRR e sulle criticità organizzative della macchina comunale.

Il nodo dei conti pubblici: i debiti pregressi e la transazione con la ditta Sole

Il passaggio centrale dell’intervento del sindaco Giuseppe Greco ha riguardato la tenuta finanziaria dell’Ente. A fronte delle frequenti segnalazioni dei cittadini, soprattutto sui social network, circa la carenza di manutenzione ordinaria delle strade e del verde pubblico, il primo cittadino ha ricondotto le difficoltà operative alla necessità di far fronte a una pesante massa debitoria ereditata dal passato. Solo nel 2025, ha spiegato Greco, il Comune ha pagato 379.889 euro di debiti pregressi, risorse sottratte direttamente ai servizi e al decoro urbano. Una linea definita dal sindaco come «una scelta dal punto di vista politico non molto popolare», ma indispensabile per scongiurare il default dell’Ente, rimarcando come tali passività non siano sorte negli ultimi anni e avrebbero dovuto essere diluite già nel decennio precedente anziché concentrarsi nell’attuale quinquennio.
A esemplificare il rischio concreto di dissesto è stato citato il contenzioso con la ditta Sole, che rivendicava dal Comune 1.200.000 euro. Greco ha annunciato che, sulla base di una proposta di mediazione orientata dal giudice, si è giunti a un compromesso di 700.000 euro (l’udienza è prevista prima di fine anno), a cui l’amministrazione ha fatto fronte predisponendo un piano di copertura ripartito su tre esercizi finanziari (2026, 2027 e 2028). «Se arrivassero oggi anche solo 700.000 euro in un’unica soluzione, le casse del Comune non sarebbero in grado di reggere l’urto e andremmo in dissesto finanziario», ha affermato il sindaco, rinviando il giudizio definitivo su questa impostazione al confronto elettorale con la città «tra pochi mesi».
Sul tema dei debiti fuori bilancio è però intervenuto il consigliere d’opposizione Salvatore Li Rosi che, pur condividendo il dovere di onorare le pendenze pregresse, ha precisato che il riconoscimento annuale dei debiti fuori bilancio è stato una costante anche della precedente consiliatura e ha invitato ad analizzare le cause strutturali che continuano a generarli. Secondo il consigliere, molte passività derivano da contenziosi persi, da passate prassi di impegno minimo per gli incarichi legali (oggi superate dalle norme sui preventivi) e da inefficienze gestionali interne agli uffici. Proprio sul personale (ambito in cui il sindaco ha ricordato l’assunzione a tempo indeterminato nel 2025 di due funzionari con fondi dell’Agenzia per la Coesione e l’iter per due assistenti sociali finanziati dal Distretto socio-sanitario senza oneri per il Comune), Li Rosi ha contestato la mancanza nella relazione di riferimenti alla formazione dei dipendenti, sostenendo che i problemi dell’Ente dipendano più dalla necessità di aggiornamento professionale che dall’esiguità numerica dell’organico.

Opere pubbliche e PNRR: il dibattito sull’eredità amministrativa e il nuovo campo sportivo

Altro terreno di confronto è stato quello dei lavori pubblici e dei finanziamenti sovracomunali. Il sindaco Greco ha respinto le accuse secondo cui l’apertura dei cantieri negli ultimi mesi sarebbe legata alla vicinanza delle elezioni, definendo tali critiche frutto di «ignoranza» rispetto ai tempi tecnici della pubblica amministrazione, dove tra partecipazione ai bandi, decreti di finanziamento, gare d’appalto e inizio dei lavori intercorrono diversi anni. Come esempio è stato citato il cantiere dei Piani Urbani Integrati (PUI) in contrada Giandritto, finanziato nell’ambito del riparto dei 182 milioni di euro destinati alla Città Metropolitana di Catania. Richiamando il principio di continuità amministrativa, Greco ha sottolineato che sarà la prossima amministrazione a gestire circa 6,5 milioni di euro di finanziamenti già intercettati dall’attuale Giunta: 2,5 milioni già assegnati per il dissesto idrogeologico e circa 4 milioni inseriti nella programmazione regionale tramite l’Unione dei Comuni, i cui decreti sono attesi entro fine anno.
Proprio sul concetto di continuità amministrativa e sull’efficacia della spesa si è inserita la replica di Li Rosi. L’esponente di minoranza ha ricordato come anche l’attuale esecutivo abbia beneficiato di finanziamenti e progettazioni avviati dalle precedenti amministrazioni Compagnone e Canzoniere (citando gli assi viari, la biblioteca comunale e il primo intervento al campo sportivo). Soprattutto, Li Rosi ha indicato come «grande assente» nella relazione annuale un’analisi qualitativa sui progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Al di là dei freddi numeri contenuti nelle schede tecniche, ha osservato il consigliere vestendo «i panni del cittadino comune», l’amministrazione non ha spiegato quali siano state le motivazioni dietro la scelta dei progetti e quale valore aggiunto o ripresa economica lasceranno in futuro a Grammichele gli interventi sull’aiuto alla residenzialità dei cittadini stranieri, sulla telemedicina, sulla digitalizzazione degli uffici e sulla stessa area di Giandritto.
A difendere nel dettaglio l’operato dell’esecutivo sui cantieri è intervenuto il vicesindaco e consigliere comunale Pietro Palermo. Sul Parco archeologico di Occhiolà, Palermo ha riconosciuto che il finanziamento risaliva al passato, ma ha precisato che all’insediamento della Giunta l’iter d’appalto era «all’anno zero»: l’amministrazione ha accelerato le procedure ottenendo anche l’autorizzazione a riutilizzare 100.000 euro di ribasso d’asta per ampliare le opere, e ha firmato nel 2025 un protocollo d’intesa con la facoltà di Architettura di Siracusa (Università di Catania) che a fine novembre riporterà 15 studenti e i loro docenti a studiare il sito dopo quasi trent’anni.
Sul campo sportivo, il vicesindaco ha rivendicato l’esclusiva paternità dell’attuale Giunta sul nuovo progetto di completamento da 1,5 milioni di euro, distinguendolo dal precedente appalto da un milione di euro (seguito dalle amministrazioni Compagnone e Canzoniere e collaudato dall’esecutivo in carica) che aveva riguardato i soli spogliatoi. Palermo ha annunciato che lunedì 9 novembre avverrà la consegna ufficiale dei lavori per il campo in erba sintetica, le aree per padel e tennis, la recinzione e l’efficientamento energetico (con termine previsto a novembre 2027), opera finanziata grazie al settimo posto nazionale (secondo in Sicilia) nel bando “Sport e Periferie” e a un mutuo a tasso zero di 250.000 euro del Credito Sportivo. Nel bilancio tracciato dal vicesindaco figurano inoltre la messa in connessione degli impianti fotovoltaici sugli immobili comunali (con la segnalazione del furto dell’inverter alla scuola materna), la prossima consegna del Centro per l’impiego e il completamento del nuovo asilo nido progettato nel 2025; per la sistemazione esterna e l’aumento dei posti dell’asilo verrà impiegata anche una parte dei 240.000 euro incamerati dal Comune come compensazioni per gli impianti fotovoltaici nati nel territorio.

Le interrogazioni sulla viabilità: il dislivello in via Roma e gli scavi in via Einaudi

Prima del dibattito sulla relazione annuale, l’aula aveva affrontato il tema della sicurezza stradale attraverso due interrogazioni orali presentate da Salvatore Li Rosi. Il consigliere ha segnalato anzitutto la creazione di un dislivello lungo il tratto recentemente riqualificato tra piazza Manzoni e piazza Carlo Maria Carafa (via Roma), nei punti di intersezione tra l’asse centrale in asfalto e le rientranze laterali in basole di pietra lavica. Secondo Li Rosi, lo scalino (attualmente raccordato con piccole scivole in bitume destinate a cedere con il maltempo) rappresenta un pericolo per la circolazione e sarebbe frutto di un errore nelle quote, non risolvibile alzando il tappetino d’asfalto poiché in più punti i marciapiedi risultano già più bassi. Da qui la richiesta di verificare il collaudo, contestare l’anomalia alla ditta e prevenire lo stesso problema nei lavori in corso su corso Cavour.
Con una seconda interrogazione, Li Rosi ha denunciato i ripristini «indecorosi» effettuati dopo gli scavi per la fibra ottica e la media tensione: micro-tracce di 3 o 4 centimetri riempite con materiale cementizio che si riaprono, e il caso di via Einaudi (nei pressi del negozio Trony, ex Coppoletta Elettrodomestici), dove una traccia di mezzo metro è stata ricoperta spargendo bitume con una pala meccanica e lasciandolo compattare al passaggio delle auto anziché con il rullo, rendendo il manto ondulato e pericoloso (con il conseguente rischio di contenziosi per il Comune quale custode della strada ex articolo 2051 del Codice civile).
Il sindaco Greco ha risposto che per via Roma verificherà con l’ufficio tecnico e con l’ingegner Ventura la realizzazione di un intervento di raccordo definitivo tra basole e asfalto a carico dell’impresa (risposta di cui Li Rosi si è detto non soddisfatto, ribadendo l’ipotesi dell’errore di quota). Su via Einaudi e sugli scavi dei sottoservizi, invece, il sindaco ha comunicato che il Comune ha già formalmente contestato i lavori e diffidato l’azienda a eseguire il ripristino a regola d’arte entro un termine fissato, scaduto il quale l’Ente interverrà in danno alla ditta.

Le variazioni di bilancio e la polemica sui contributi regionali

In coda alla seduta, il Consiglio ha esaminato due ratifiche di variazioni di bilancio illustrate dall’assessore al ramo Cubisino e munite del parere favorevole dei revisori dei conti. La prima (delibera di Giunta n. 91 dell’8 settembre 2026) ha certificato l’entrata di 2.000 euro dalla Città Metropolitana per la festa della Madonna del Piano e l’applicazione di un avanzo vincolato di 50.076,10 euro da trasferimenti regionali per il trasporto alunni, passando con 10 voti favorevoli e un astenuto.
La seconda ratifica (delibera di Giunta n. 98 del 24 settembre 2026), relativa a un contributo regionale di 2.000 euro dell’Assessorato al Turismo per l’evento “Stupor Mundi“, è stata approvata con 9 voti favorevoli, un astenuto e il voto contrario di Li Rosi (9 favorevoli e 2 astenuti sull’immediata esecutività). Quest’ultimo ha motivato il proprio voto negativo non contro l’amministrazione comunale, ma come segnale politico contro lo «sperpero di denari pubblici» della Regione Siciliana, criticando il sistema dei piccoli contributi distribuiti «a pioggia» dai deputati regionali in sede di finanziaria senza una programmazione capace di valorizzare realmente le specificità dei singoli comuni.
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