Un segnale forte di unità, preoccupazione ma anche di determinazione è quello lanciato dalla sala dei Servizi Sociali di Via dei Mille a Grammichele. In occasione dell’assemblea comunitaria della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), preceduta da un sfilata in corteo dei trattori in piazza, agricoltori, allevatori, produttori e rappresentanti dai vari comuni del Calatino (Grammichele, Caltagirone, Licodia Eubea, Mineo, Vizzini, Palagonia) si sono dati appuntamento per fare il punto su una delle crisi più acute che il comparto primario stia attraversando negli ultimi anni.
A guidare l’incontro è stato Francesco Zaccaria, presidente della CIA di Grammichele, che ha introdotto i lavori sottolineando la presenza costante e radicata della Confederazione sul territorio. I temi emersi dagli interventi dei partecipanti disegnano il quadro di una “tempesta perfetta”:
-
Rincaro del gasolio e dell’energia: Dagli 88 centesimi al litro degli anni passati, il gasolio agricolo ha toccato punte di 1,55 € al litro, mettendo a dura prova la sostenibilità finanziaria delle aziende agricole.
-
Aumento dei costi delle materie prime: Concimi e fertilizzanti come il nitrato (18,46) sono raddoppiati nei prezzi rispetto agli anni scorsi, gravando fortemente sulle campagne di semina dei cereali.
-
Forbice tra prezzo alla produzione e al consumo: Diversi interventi hanno evidenziato come prodotti locali (es. uva da tavola o agrumi) vengano acquistati ai produttori a poche centineate di centesimi al di sotto dei costi di produzione, mentre sui banchi dei supermercati raggiungono prezzi elevati per i consumatori finali.
-
Cambiamenti climatici ed emergenza idrica: Dalle conseguenze della siccità e dalle problematiche legate alle risorse idriche alle infrastrutture insufficienti per l’irrigazione.
Significativo l’intervento del primo cittadino di Grammichele, che ha ribadito la vicinanza dell’Amministrazione e della Giunta alla categoria, sottolineando come l’agricoltura non possa essere valutata solo con le rigide leggi economiche della domanda e dell’offerta. L’agricoltore svolge infatti una funzione etica e di presidio territoriale essenziale, prevenendo il dissesto idrogeologico e tutelando l’ambiente e la salubrità alimentare.
Anche i giovani agricoltori presenti hanno condiviso le proprie incertezze per il futuro, chiedendo misure concrete e agevolazioni per non abbandonare i campi.
Nel corso dell’incontro sono emersi vari punti d’azione e proposte concrete:
-
Combattere la speculazione e la concorrenza sleale: È stata rimarcata la necessità di controlli fitosanitari rigorosi sui prodotti importati da Paesi terzi per garantire la reciprocità delle regole e la massima tutela della salute del consumatore.
-
Promozione e valorizzazione della filiera locale: Favorire la tracciabilità delle etichette (dall’olio di oliva ai grani) per sensibilizzare i consumatori sull’acquisto di prodotti locali sicuri e di qualità.
-
Azione di lobby istituzionale e mobilitazione: Come evidenziato dal Presidente Regionale CIA Sicilia Graziano Scardino e dal Presidente provinciale Michelangelo Arena, la priorità risiede nel fare sintesi tra le varie esigenze territoriali per incidere sui tavoli della Politica Agricola Comune (PAC) a Bruxelles e sui bilanci regionali e nazionali.
I lavori si sono conclusi con il rilancio delle prossime tappe della mobilitazione, che vedranno le delegazioni della CIA presenti a Roma il 22 ottobre per portare all’attenzione del Governo e delle istituzioni nazionali le istanze del mondo agricolo siciliano.
























