Un’area di circa 1.600 metri quadrati in contrada Chianchitello, nel territorio di Grammichele, è stata sottoposta a sequestro preventivo nell’ambito di un’attività dei Carabinieri finalizzata al contrasto della gestione illecita dei rifiuti. Due uomini di 34 e 53 anni, entrambi residenti a Grammichele, sono stati denunciati con l’ipotesi di gestione di rifiuti non autorizzata.
Veicoli smontati, pneumatici e materiali ferrosi
L’intervento è stato condotto dai Carabinieri della Stazione di Grammichele, che durante gli accertamenti hanno individuato nel terreno un consistente accumulo di materiali di diversa natura.
Secondo quanto riferito dal Comando provinciale dell’Arma, nell’area erano presenti autovetture parzialmente smontate, parti di carrozzeria, componenti meccaniche, pneumatici, rottami e altri materiali ferrosi, oltre a bombole di gas esauste.
I militari hanno effettuato una ricognizione del fondo e documentato fotograficamente le condizioni dell’area.
L’area era stata interessata da un incendio
Dagli accertamenti sarebbe inoltre emerso che il terreno era stato in precedenza interessato da un incendio.
I materiali, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, risultavano depositati direttamente sul suolo senza le cautele e le autorizzazioni previste dalla normativa ambientale.
Le verifiche hanno riguardato anche le possibili conseguenze della presenza prolungata dei rifiuti sul terreno, con particolare riferimento all’eventuale rischio di contaminazione del suolo e delle falde acquifere.
Gli accertamenti sulla disponibilità del fondo
Nel corso dell’attività investigativa i Carabinieri hanno individuato due persone che avrebbero avuto la disponibilità dell’area: un 34enne e un 53enne, entrambi residenti a Grammichele.
Sono stati inoltre eseguiti approfondimenti catastali e documentali ed è stata acquisita la documentazione relativa alla società riconducibile a uno degli indagati.
Sulla base degli elementi raccolti, che dovranno essere verificati nelle successive fasi del procedimento, ai due uomini è stata contestata l’ipotesi di gestione di rifiuti non autorizzata prevista dall’articolo 256 del decreto legislativo 152 del 2006.
Resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
Il sequestro disposto dal Gip di Caltagirone
Considerata l’estensione dell’area, la quantità e la tipologia dei materiali presenti, gli atti sono stati trasmessi all’Autorità giudiziaria con richiesta di sequestro preventivo.
Il provvedimento è stato disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltagirone. L’area resterà quindi sottoposta a sequestro in vista degli ulteriori accertamenti. Per approfondire gli aspetti di natura ambientale sono stati coinvolti anche reparti specializzati dell’Arma.

